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Siracusa. Esplode la rabbia degli studenti del Fermi: sciopero oggi, lunedì dal Prefetto

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Esplode il caso istituto tecnico Enrico Fermi. Come era ampiamente prevedibile, la mancanza di interventi da parte della ex Provincia di Siracusa, nonostante il pressing continuo della dirigenza scolastica, pone interrogativi pesanti sulla stessa agibilità di alcune aule e corridoi.
Ecco perchè questa mattina gli studenti hanno dato vita ad una nuova manifestazione di protesta. Un sit-in, proseguito anche nella vicina Balza Acradina, dove sono stati preparati i cartelloni e gli striscioni per il corteo organizzato per il 3 ottobre.
Gli studenti del prestigioso istituto tecnico sfileranno per le strade cittadine fino a raggiungere la Prefettura, tornando a chiedere l’intervento del rappresentante del governo, Armando Gradone, per garantire le condizioni minime di sicurezza nel frequentare una scuola. Quello di oggi è il secondo sciopero della settimana per il Fermi, dopo la protesta di martedì.
Le competenze sono del Libero Consorzio Comunale ovvero la ex Provincia Regionale. Che però non ha un euro in cassa per provvedere. Inaccettabile per un servizio essenziale come quello scolastico.
Sono circa un migliaio gli studenti iscritti all’importante istituto siracusano. I corridoi del quarto piano si presentano oggi per lunghi tratti con mattoni forati a vista dopo lo “scozzolamento” dello scorso aprile. Ad aprile scorso il crollo del controsoffitto di un bagno al terzo piano. Solo per una fortuita coincidenza nessuno è stato ferito, allora.
I successivi controlli hanno fatto emergere diverse criticità, soprattutto nei solai. Sei locali tra bagni, laboratori ed aule vennero dichiarati inagibili e chiusi, per paura di nuovi crolli: due bagni al secondo piano, due laboratori al terzo piano e due aule disegno sempre al terzo piano. Ma è l’intero edificio che ha bisogno di seri interventi di manutenzione.
Molteplici le cause che hanno portato all’emergenza attuale: luci elevate, invecchiamento, difetti costruttivi, perdita di acqua da tubature, guaina di copertura ammalorata e altri fattori, come rilevato dai tecnici al termine dei controlli. Ma nonostante la situazione e le cause siano note, dopo i controlli di aprile non è più stato fatto nulla. Crisi nera del Libero Consorzio e scuole – con i loro studenti – abbandonati al loro destino.

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