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Siracusa. Ex Provincia, incubo senza fine: staccati telefoni e adsl, stop ai dati sull’inquinamento

La centralina in cda Fusco

All’elenco di “disgrazie” del Libero Consorzio Comunale di Siracusa si aggiunge anche il taglio delle utenze telefoniche. Bollette non pagate e Telecom Italia procede di conseguenza. Non una sorpresa assoluta per un ente che non è più in grado di mantenersi dove non si pagano da mesi gli stipendi e non si erogano più servizi per mancanza di liquidità. I peso dei mutui non permette anticipazioni di cassa e quello che entra finisce subito vincolo al pagamento dei debiti maggiori.
Senza linee telefoniche ed internet interrotto anche il servizio di monitoraggio dei dati ambientali garantito – tra mille limiti – dalle centraline sparse in città. Non possono più trasmettere i dati sulla qualità dell’aria.
“Un disservizio grave che poteva essere ampiamente previsto e per cui si poteva e si doveva agire per tempo”, polemizza Italia dei Valori.
Nell’estate del 2015 il servizio di monitoraggio della qualità dell’aria subì un altro stop. Quella volta per via del mancato rinnovo del contratto di servizio della ditta che si occupa della manutenzione delle stesse.
Serve un intervento del commissario straordinario Arnone che sino ad oggi si è segnalato per l’aumento delle tasse provinciali e per un piano di alienazioni di beni immobili destinato a rimanere sulla carta. Dalla prefettura si segue con attenzione il caso. Rimane il solito interrogativo: perchè non staccare la spina ed invece di un accanimento terapeutico non si dichiara il default? Diversi Comuni italiani lo hanno fatto, ricostruendo seriamente sulle macerie.

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