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Siracusa. Fa discutere l’inedito viaggio tv con Voyager: ottime riprese, alcune imprecisioni in clima di “feuilleton”

siracusa voyager

C’era attesa per la messa in onda della puntata di Voyager dedicata ad una “inedita Siracusa”. Questo il titolo scelto dalla redazione del programma di Rai Due per presentare il risultato di diversi giorni di riprese tra le bellezze storiche ed architettoniche della città.
Ed in effetti il tentativo operato da Roberto Giacobbo è quello di raccontare un’altra storia, diversa dalla tradizionale, intrisa da immagini da cartolina e soliti aneddoti. Il tentativo è coraggioso ma il risultato non è stato all’altezza delle aspettative.
Boccia senza appello la puntata lo storico dell’arte, Paolo Giansiracusa. “La latomia scenario del Seppellimento di Santa Lucia, le colonne doriche con il plinto, il marmo del Maniace fatto giungere direttamente dalla Grecia, le spoglie di Santa Lucia trasferite diretamente da Siracusa a Venezia…e poi quel Caravaggio che arriva col gozzetto. Quante pallonate”, dice pochi minuti dopo la conclusione di Voyager.
Lo stile, va detto, è quello tradizionale della trasmissione di Giacobbo. Un mix tra storia e leggenda che tende verso la curiosità, non esattamente un programma scientifico o documentaristico. Molto belle, comunque, le riprese. E la città ne esce splendidamente, esaltata nella sua bellezza dalle stelle parole del conduttore. Cosa che ha mandato in visibilio l’orgoglio dei telespettatori – tantissimi – siracusani.
Clicca qui per rivedere la puntata.

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