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Siracusa. Fallimento Sai 8, i commenti di Pippo Sorbello e Nicola Bono

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Il fallimento di Sai 8 è “una vittoria che libera tutti: i Comuni della provincia di Siracusa e i cittadini dal costoso gioco che era stato imposto dalla società che gestisce il servizio idrico e che si è distinta più per aumenti in bolletta che per investimenti e servizi”. L’affondo porta la firma del deputato regionale Pippo Sorbello, uno dei primi a “contrastare” da sindaco la società che si occupa del servizio idrico integrato in provincia. La decisione del Tribunale di Siracusa “è un cambio sostanziale di rotta rispetto al passato. La conferma, ulteriore, della bontà delle osservazioni operate dal commissario dell’Ato Idrico, Buceti, finito poi ingiustamente criticato a cui invece rinnovo ancora una volta la stima e la solidarietà per la coraggiosa operazione portata avanti nel rispetto del diritto e della legalità”. Pippo Sorbello ipotizza poi  “che il fallimento avrà un suo peso anchenella discussione al Cga di Palermo della vicenda relativa alla rescissione del contratto. E’ lecito aspettarsi un riscontro anche in quel pronunciamento”. In Regione,assicura Sorbello, si lavora già sul futuro del servizio idrico. “Siracusa diventa un caso. Sarebbe il primo contratto di questo tipo rescisso. Stiamo lavorando per incardinare al più presto il ddl di legge in aula. E all’interno della norma dovremo tutelare certamente i lavoratori e i Comuni che sono il riferimento per gli investimenti già programmati”. Anche l’ex presidente della Provincia Regionale di Siracusa, Nicola Bono, interviene per commentare la notizia. “La sentenza di fallimento conferma  i sospetti e le certezze maturate sin dall’inizio del rapporto con una società, il cui socio privato era venuto nel nostro territorio senza risorse economiche all’altezza dell’impegno”. Bono definisce “rocambolesca” l’aggiudicazione dell’appalto da parte di una società che “da tre anni non ha più versato il canone, che non pagava le imprese subappaltatrici e, che come a suo tempo avevo specificatamente denunciato, drenava  risorse economiche riscosse con le bollette dell’utenza” è la dura accusa che muove Bono il quale punta il dito contro un  “fitto reticolo di complicità e connivenze a livello locale, che ha fatto strame di legalità e correttezza, ed ha consentito per anni, senza titoli, l’esercizio di una attività senza miglioramento dei servizi”. Il fallimento di Sai 8, insiste Bono, “scrive la parola fine sul contratto che ormai, oltre che revocato, è irrimediabilmente decaduto, ma apre la strada alla individuazione di tutti i ‘compagni di merende locali’, politici e non”  che  avrebbero “giocato” contro gli interessi di Siracusa. Nicola Bono ricorda di avere subito sul caso una indagine giudiziaria che definisce “ingiusta”.

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