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Siracusa. Femminicidio: scoprire che l’orrore non è così lontano. “Denunciate e salvatevi la vita”

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Nelle ore in cui l’opinione pubblica nazionale è disgustata dall’omicidio della 16enne Noemi, con il “fidanzatino” di 17 anni che ha confessato il delitto, Siracusa scopre che l’orrore non è così lontano. Il femminicidio è fattispecie sin troppo nota nella provincia siracusana. L’ultimo caso, poche settimane fa, a Rosolini, con l’uccisione di Laura Pirri. Il più noto, Eligia Ardita.
Ma negli ultimi sei anni sono state 18 le donne uccise da un finto “amore”. Una statistica, recitata a memoria dalla Rete Centri Antiviolenza, che parla di almeno tre femminicidi all’anno. A fronte di continui casi di maltrattamenti, soprusi, minacce e percosse. E vittime ridotte al silenzio. Per paura del compagno violento, paura delle conseguenze, paura del giudizio della gente e di quel facile marchio del “se l’è andata a cercare”.
La migliore difesa rimane la denuncia. E il supporto delle associazioni e delle volontarie. “Chiamateci ad ogni ora, vi portiamo subito in salvo”, l’appello dell’avvocata Daniela La Runa, presidente della Rete Centri Antiviolenza di Siracusa.
Di seguito il suo intervento in diretta al telefono su Fm Italia, durante Doppio Espresso.

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