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Siracusa. Festa di Santa Lucia. Lo speciale di SiracusaOggi.it. Guarda tutti i video

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Santa Lucia e Siracusa, storia di una devozione secolare. Fatta di tradizione e piccoli riti. L’uscita del simulacro, la processione, l’ottava, la cuccia e le storie di chi ha dedicato la vita al culto di Lucia. In prima fila c’è la Deputazione della Cappella che da secoli perpetua il forte legame tra Siracusa e la sua Patrona. Giuseppe Piccione ne è il presidente. E tra storia e attualità ci conduce dentro il mondo di Lucia.

Ma cosa chiedono i siracusani oggi alla loro Santa? Parte dalla risposta a questa domanda una interessante conversazione con padre Marino, parrocco della Cattedrale e componente della Deputazione della Cappella di Santa Lucia.

La Festa a Siracusa ha i suoi personaggi. Uno di loro è certamente Benedetto Ghiurmino, devoto da cinquant’anni e da quasi trenta Maestro di Cappella. Guida e dirige le operazioni, dalla traslazione alla processione. Con passione, il suo racconto, ricco di aneddoti e nomi “storici”.

La “festa” comincia il 12 dicembre, quando il simulacro della Patrona esce dalla Cappella per essere esposto nell’altare maggiore della Cattedrale. E’ la traslazione. Operazione delicata, svolta prima con l’ausilio di un argano e poi contando solo sui portatori che, a spalla, conduco la Santa sino all’altare maggiore, producendo il massimo sforzo sulla pedana che agevola – in parte – la salita verso l’altare. Suonano le campane e tutto accade in pochi minuti. Tra applausi, lacrime e brividi quando i berretti verdi iniziano a gridare “con tutto il cuore” l’amore di Siracusa verso Lucia.

Anche a tavola si fa “festa” con Santa Lucia. La tradizione si chiama “cuccia”, un piatto a base di grano divenuto poi un dolce. La ricetta di Giovanni Artale.

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