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Siracusa. Forza Italia 2.0, sabato i “nomi” di chi aderisce. Prestigiacomo: “Con noi tanti amministratori e politici”

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Centinaia di adesioni di amministratori e politici della provincia di Siracusa a Forza Italia 2.0. Le preannuncia una nota della deputata Stefania Prestigiacomo, che sabato mattina alle 10, all’Open Land di viale Epipoli a Siracusa, presenterà ufficialmente, insieme al senatore Bruno Alicata, il movimento che fa capo all’ex presidente del consiglio, Silvio Berlusconi. Tra gli ingressi registrati ci sarebbero quelli di una parte degli ex di “Cantiere Popolare”, ormai lontani dal deputato regionale Pippo Gianni. Vicino a Forza Italia sarebbe anche l’ex parlamentare regionale e rappresentante del “Movimento per l’autonomia” Pippo Gennuso, in prima fila in occasione della prima uscita ufficiale del movimento a Siracusa. “E’ una Forza Italia, diversa rispetto a quella del ’94- spiegano Prestigiacomo e Alicata- che vuole riavvicinarsi alla gente attraverso una presenza viva sul territorio e che ha sempre alla base quei valori della rivoluzione liberale necessaria per rilanciare il Paese. Non sarà mai il partito centrista dei piccoli giochi politici: è il movimento delle idee, della capacità e delle energie necessarie per far risollevare il Paese. Crediamo nelle famiglie, e nelle imprese che il Governo deve sostenere. Ed i consensi ci danno ragione”. Un riferimento anche alla scissione dal gruppo che si riferiva, nel Pdl, al deputato regionale Vincenzo Vinciullo, adesso esponente del Nuovo Centro Destra di Angelino Alfano. “Qualcuno – puntualizza Prestigiacomo – pensava che la scissione ci avrebbe fatto diminuire nei numeri: a noi interessano principalmente i contenuti e forse proprio per questo motivo i sondaggi oggi indicano che, non solo stiamo riprendendo il nostro consenso, ma anzi ne guadagniamo di nuovo, ed ancora ci stiamo riorganizzando. Il mio invito rivolto alla società civile è di non allontanarsi dalla politica che deve sicuramente essere rinnovata, ma deve essere considerata come mezzo per poter esprimere la propria voce, le proprie idee e le proprie difficoltà in Parlamento”

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