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Siracusa. Foti assessore e si riapre lo scontro tra Renziani e Dem

giuramento foti

La nomina di Alfredo Foti come nuovo assessori ai Lavori Pubblici riapre lo scontro tra Dem e renziani siracusani. Il sindaco Garozzo – esponente di primo piano della corrente che fa capo al premier – parla di “avvicendamento in giunta concordato con il partito” ma Enzo Pupillo, dirigente regionale di area Dem, mostra tutta la sua sorpresa.
“Non so con quale parte del Partito Democratico di Siracusa abbia concordato questa mossa. Con assoluta certezza posso affermare non con noi”, esordisce prima di definire “inopportuna” la nomina che sarebbe avvenuta “all’insaputa del gruppo dirigente del partito, mentre è in corso una discussione, serrata e costruttiva, sui nuovi assetti unitari del Partito Democratico della provincia di Siracusa”.
Un inciampo che, quindi, potrebbe mettere a rischio la buona riuscita del lungo processo di pacificazione avviato tra mille difficoltà nelle scorse settimane. “Non vorrei che il sindaco ritenesse che del partito devono potersi occupare tutti mentre dell’Amministrazione Comunale se ne deve occupare solo lui. Se così è, non possiamo amaramente che prendere atto che il percorso collettivo che avevamo immaginato per il PD della provincia di Siracusa è a singhiozzo e vi sono zone, come le scelte che riguardano l’Amministrazione Comunale, a sovranità esclusiva di una parte”.
Pupillo torna a spingere per l’unità “ma non possiamo non sottolineare che si costruisce con il rispetto reciproco”.
Critico anche il deputato regionale Bruno Marziano. Duro il suo commento dopo la nomina di Foti ad assessore ai Lavori Pubblici. “L’amministrazione comunale- tuona Marziano- si caratterizza sempre di più come “cosa loro”, perché negli organismi di partito non c’è alcuna traccia di questi fantomatici accordi che dovevano portare alla brutale e perentoria esclusione di Liddo Schiavo. Poiché tutte queste decisioni non vengono assolutamente prese dopo un confronto con gli organismi di partito è chiaro che sempre di più l’amministrazione si configura come una giunta tipica delle liste civiche, in cui tutto ruota attorno alla figura del sindaco e dei consiglieri comunali senza alcun confronto con i partiti”.Marziano sollecita nuovi assetti all’interno del partito provinciale, “perché si abbia una forza politica in grado di valutare in modo sereno e asettico gli atti amministrativi e le scelte programmatiche del Comune”.

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