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Siracusa. Garozzo, le accuse e l’accerchiamento in Consiglio: “Bilancio, si voti pensando alla città non ad altro”

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Alla vigilia della sua audizione in commissione Antimafia regionale, mentre infiamma la guerra intestina interna al Pd (pronta a sbarcare nella vita amministrativa, ndr) e con il peso di nuove accuse su appalti e servizi, Giancarlo Garozzo fa sentire la sua voce. Il sindaco di Siracusa si affida ad una lunga nota.
“Sento il dovere di indicare con chiarezza, soprattutto ai cittadini, quale percorso ha caratterizzato sino ad ora l’esperienza di governo della città, avviata nel 2013 insieme al centrosinistra che ha vinto le elezioni e soprattutto quale percorso intendo proporre per l’ultima fase della legislatura”, l’incipit.
Il primo cittadino rivendica “un impegno straordinario” laddove “la città aveva bisogno di avere risposte”. E questo “con entusiasmo e grande spirito di servizio, nell’interesse esclusivo del bene comune, con la collaborazione leale e qualificata di tanti tra dirigenti e dipendenti comunali che interpretano il loro lavoro con passione e impegno”. Una frase che vale una difesa d’ufficio dopo le ultime denunce pubbliche di Simona Princiotta e Pippo Zappulla. Ai quali invia implicitamente un messaggio: “ritengo inaccettabili tutti gli attacchi, spesso scomposti, di quanti dall’opposizione e non solo, purtroppo, preferiscono disegnare la mia amministrazione e in generale la maggioranza che mi sostiene come un gruppo di potere legato ai sistemi clientelari e alla difesa di interessi particolari tipici, piuttosto, delle passate amministrazioni delle quali peraltro chi ci attacca ha fatto parte o ha avuto ruoli di responsabilità”.
Quanto al merito dei problemi cittadini, Garozzo ammette “ritardi ed errori dovuti, oltre ai nostri limiti, soprattutto alla complessità delle questioni da affrontare, allo stato della macchina amministrativa che abbiamo trovato e alla progressiva diminuzione delle risorse erogate dallo Stato e dalla Regione, senza dimenticare il caos legislativo regionale in materia di acqua o rifiuti a cui abbiamo dovuto faticosamente far fronte. Noi costretti ad agire, quasi sempre, rincorrendo le emergenze”.
Ma è quando parla del Consiglio Comunale che i toni tornano caldi. All’assise Garozzo rinnova la sua fiducia ma segnala l’eccessivo peso che hanno all’interno “le dinamiche dei partiti e del mio partito in particolare, il Pd”. Lo definisce proprio così, “il mio partito”. Il problema, in Consiglio Comunale, sarebbe legato all’avere scelto “anche recentemente, di contrapporre altro al confronto nel merito delle questioni che riguardavano la vita della città”.
La sfida adesso è rappresentata dall’approvazione del Bilancio con l’ombra lunga del commissariamento. La possibilità che le spaccature del Pd portino ad un voto contrario in Consiglio ed alla prematura fine dell’azione amministrativa partita nel 2013 non è del tutto remota se lo stesso sindaco sente il bisogno di invitare i consiglieri tutti “alla buona politica a servizio della città, con un rinnovato rapporto di collaborazione” aprendo a integrazioni e aggiustamenti. “Come Sindaco e come Giunta siamo a disposizione, come dimostrato anche recentemente, garantendo la nostra presenza nel recente seminario di verifica proposto dal Pd cittadino. Un confronto, ovviamente, che deve riguardare tutta la maggioranza e i singoli consiglieri che rivendicano, correttamente, maggiore coinvolgimento nelle analisi e nelle decisioni”.

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