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Siracusa. I giorni della conta: in 5 pronti alle “dimissioni di massa”. Critiche a Milazzo e Rodante

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Le dimissioni dal Consiglio comunale di Milazzo e Rodante hanno scompaginato le carte dell’opposizione che si è vista costretta ad accelerare sulla mossa – precedentemente studiata – delle “dimissioni di massa”. Servono 21 consiglieri dimissionari per far decadere il Consiglio, 27 per azzerare anche la giunta. Ma in questo conteggio non possono rientrare i due, ormai, ex consiglieri.
Mentre nelle prime ore di oggi sono cominciate le procure necessarie per procedere presso lo studio del notaio Emanuele Pensavalle, si fa di conto. A Sorbello, Vinci e Princiotta si sono uniti nelle ultime ore Castagnino e Alota (ma solo se le dimissioni porteranno alla decadenza anche della giunta, ndr) in attesa di “segnali” trasversali dal partito di maggioranza Da dove, ad esempio, Carmen Castelluccio ha fatto presente che non si aggregherà all’iniziativa. “Non mi dimetto perché sono ancora interessata a contribuire a determinare il futuro della città, perché sono interessata a farlo con spirito costruttivo e non distruttivo, a risolvere le criticità di questa azione amministrativa, a garantire, come è caratteristica della mia storia politica e personale, che le istanze e le proposte che vengono dai cittadini più attenti e impegnati trovino una risposta in chi amministra la città”.
Critiche piovono sui dimissionari Milazzo e Rodante. Ancora la Castelluccio definisce la loro scelta un modo “per cavalcare l’attacco demagogico e populista, tanto di moda, contro chi amministra la città e contro il Consiglio Comunale più che una mossa nell’interesse dei cittadini. Che la vostra scelta prenda anche spunto da trasmissioni televisive che hanno spesso l’obiettivo di fare audience alimentando demagogia, populismo e antipolitica non vi fa onore”. Dai banchi dell’opposizione anche Salvo Castagnino parla di “una operazione di autopromozione, Rodante e Milazzo si sono messi in vetrina. Sono i meno presenti in aula e se ne sono scappati anzichè condurre fino in fondo la battaglia politica. Poco male, io nei momenti clou non li ho visti. Neanche quando c’era da votare il bilancio”.

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