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Siracusa. I miasmi e le dichiarazioni del Cipa che non convincono. Sostanze innocue o meno, i siracusani pretendono di non sentire cattivi odori

miasmi

Ci siamo occupati ieri del fastidioso ripetersi del fenomeno dei “Miasmi”. Quell’odore acre, una puzza, di probabile naturale industriale, che si avverte all’aperto in certe giornata a Siracusa come a Melilli e Priolo. Abbiamo preso una posizione netta, chiedendo informazioni certe e dati in tempo reale. Come si chiamano le sostanze la cui presenza è chiaramente avvertita? In che percentuale sono fuoriuscite o sono state immesse? Sono pericolose? Da dove vengono?
In una intervista pubblicata oggi sul quotidiano La Sicilia, edizione di Siracusa, il presidente del Cipa (Consorzio Industriale Protezione Ambiente), Salvatore Sciacca fornisce alcune risposte. Che suonano però parziali. “Mi rendo conto che inalare cattivi odori è fastidioso ma  la situazione attuale non può e non deve preoccuparci perché è legata intimamente alle condizioni meteorologiche. Siamo in presenza di elevata temperatura e la contemporanea bassa ventilazione impediscono la diluizione delle sostanze emesse, composti organici solforati molto sensibili all’olfatto. Da qui la puzza che avvertono i cittadini in questi giorni di forte calura. Nel periodo invernale infatti – prosegue il presidente del Cipa – pur essendo identica la situazione, non avvertiamo nessun odore malsano. Il problema è che sostanze come idrogeno solforato e tiro alcoli hanno una bassissima soglia olfattiva, appena 7 microgrammi (una frazione di molecola) al metro cubo e già questo basta per provocare disturbi di questo tipo. Dal punto di vista della salute – prosegue il presidente del Consorzio industriale protezione ambiente – leggeri effetti irritanti si avrebbero, secondo l’organizzazione mondiale della sanità, a concentrazione di 200 milligrammi a metro cubo. La gente, dunque, può dormire sonni tranquilli, anche se mi rendo conto che la situazione può essere spiacevole. Ripeto, si tratta di microorganismi assolutamente innocui. Monitoriamo comunque costantemente la zona industriale insieme alla rete della provincia”.
Risposte che non possono bastare.C’è anche chi ricorda che il Cipa presenta un conflitto di interessi originario,  avendo tra i consorziati le stesse industrie come dire il controllato che fa da controllore. Saranno anche fenomeni “innocui” ma i siracusani devono sapere cosa respirano e in che percentuale. Non dati generici ed aleatori e nemmeno le percentuali dell’Oms. Interessa la qualità dell’aria siracusana, non la linea di principio mondiale.
Dichiarazioni che non hanno convinto neanche l’assessore all’ambiente, Francesco Italia. Che sbotta: “Io pretendo di non sentire cattivi odori nell’aria della mia città. Ricordo che anche le cosiddette molestie olfattive sono ormai considerate reato. Dobbiamo fare un fronte comune noi, i deputati, i siracusani tutti. Si deve alzare il livello dell’indignazione e chiedere investimenti per ridurre i miasmi”.

(foto: generico)

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