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MCDONALD 03-2018

Siracusa. I selfie dello scandalo al museo Paolo Orsi, la direzione dispone una verifica interna

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La direttrice del polo museale di Siracusa, Mariella Musumeci, ha disposto una verifica dopo le foto pubblicate da SiracusaOggi.it. Polemiche a iosa per l’eccessiva libertà concessa ai turisti: alcuni si sono immortalati mentre “giocavano” con preziosissimi e pertanto intoccabili reperti come gli elefanti nani, il cavaliere di Kamarina e un grande pothos di epoca greca. Tutto all’interno delle sale del museo Paolo Orsi e senza che intervenissero custodi o scattassero segnalazioni antifurto.
Come già spiegato da SiracusaOggi.it, alcuni reperti possono essere toccati in quanto riproduzioni conservate fuori dalle teche ed in una area tattile, studiata in particolare per gli ipovedenti. Ma altri, prestigiosi, come quelli già citati poche righe fa, dovrebbero godere di tutela e inavvicinabilità massima. Le foto mostrano, però, altro.
“Ho dato disposizione e stanno effettuando le dovute verifiche. Purtroppo riscontriamo che nelle persone manca spesso il senso civico”, dice all’Ansa, Mariella Musumeci, responsabile del polo regionale di Siracusa per i siti e i musei archeologici. “Dall’abbigliamento sembra chiaro si tratta di foto scattate in estate, quindi appare difficile oggi risalire all’identità di questi visitatori”, ha continuato Musumeci. Ci sono anche le telecamere interne, ma il museo è su tre piani, i vari settori sono enormi e il personale ridotto. “Il personale è insufficiente. I 4-5 custodi sono pochi rispetto alle reali esigenze del museo – ha spiegato – ma situazioni simili purtroppo possono capitare”. Poi si lascia immaginare che possa trattarsi di fotomontaggi. Ribadiamo l’autenticità degli scatti, a disposizione di chiunque volesse analizzarli.
Sarebbe stato forse più opportuno un intervento di diverso tenore da parte della direzione del polo museale, visto il clamore nazionale suscitato dalla notizia di SiracusaOggi.it, ripresa e rilanciata anche dall’Ansa e da diversi quotidiani nazionali.
Una generica verifica significa tutto e niente. Non c’è la volontà di gettare la croce addosso ai custodi, ma neppure si può giustificare tutto perchè era estate e quindi alcuni di loro erano in ferie o perchè le immagini delle telecamere non vengono visionate da alcuno.

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