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Siracusa. Il caso Sics in prefettura, i sindacati: “Cartelle esattoriali milionarie rischiano di mettere in ginocchio impresa e lavoratori”

cantiere porto

Cartelle esattoriali per oltre 2 milioni e 200 mila euro rischierebbero di mettere in ginocchio la Sics, l’impresa edile che esegue, tra gli altri, i lavori al Porto Grande di Siracusa e sull’autostrada Siracusa-Rosolini. A denunciare quella che definiscono  “la strana situazione debitoria con l’Erario sono i sindacati Cgil, Cisl e Uil, con i segretari generali Roberto Alosi, Paolo Sanzaro e Stefano Munafò e quelli di categoria  Fillea Cgil, Filca Cisl e Feneal Uil – rispettivamente Salvo Carnevale, Paolo Gallo e Saveria Corallo hanno chiesto un incontro urgente al prefetto di Siracusa, Giuseppe Castaldo. Nell’istanza i rappresentanti sindacali illustrano per grandi linee la vicenda che vede protagonista l’impresa edile. <<In questi anni, per via di intimidazioni subite, la SICS ha beneficiato della sospensione dei pagamenti tributari-spiegano le organizzazioni sindacali-  Il beneficio è scaduto, come previsto dalla legge, ma l’Erario ha chiesto l’immediato pagamento dei tributi sospesi, maggiorati di interessi di mora e di sanzioni, al pari di un evasore”. Secondo i sindacati, il pagamento dei tributi sospesi, metterà in ginocchio l’azienda. “Tutto ciò-argomentano i segretari in una nota congiunta-  a causa di una carenza della normativa, la quale non contempla un coordinamento delle iniziative a tutela delle aziende in presenza di una sequenza ravvicinata di episodi estorsivi. La Sics è stata oggetto di almeno 3 attentati intimidatori negli anni tra il 2012 e il 2014, due dei quali hanno dato seguito alla richiesta delle tutele ex art. 20 legge 44/99. Tali tutele prevedono la proroga delle scadenze di tributi e contributi per un periodo di anni 3. Purtroppo però le proroghe così concesse indipendentemente l’una dall’altra hanno fatto si che le scadenze prorogate si sovrapponessero”. Già notificata una prima cartella esattoriale di oltre 2 milioni e 200 mila euro, di cui solo un milione e 400 mila euro di imposte, il resto, sanzioni e interessi calcolati anche sul periodo di sospensione.  Tale allarmante situazione – proseguono i sindacalisti – investe diverse altre aziende sul territorio nazionale tanto da destare l’interesse del Legislatore il quale sta attualmente trattando l’argomento in Commissione Legislativa della Camera dei Deputati. Ma è ovvio che la discussione parlamentare richiederà molto più tempo di quanto l’azienda si possa permettere. Per questo chiediamo l’intercessione del Prefetto, nel suo ruolo di rappresentante di Governo. A rendere più urgente e delicata la situazione, la recente intimidazione subita dalla Sics: in un cantiere dell’autostrada Siracusa-Rosolini, sono stati manomessi alcuni macchinari”. Intanto appalti già assegnati stentano a partire, ad Augusta,  a Messina e a Castellamare del Golfo. Questo lascia in stand by 100 operai, posti in cassa integrazione. Al prefetto, i sindacati chiedono di convocare anche la deputazione nazionale e regionale, “per una condivisione della responsabilità”.

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