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Siracusa. Il concerto a Bosco Minniti, Padre Carlo: “Se avessi saputo prima, avrei risposto di no”

padre carlo

L’Arcidiocesi interviene sulla vicenda legata al concerto neomelodico del cantante Daniele De Martino organizzato lo scorso sabato sera da Tony Urso nello spazio adiacente alla parrocchia di Bosco Minniti ma che sulle locandine portava scritto, quali organizzatori, anche i nomi di Concetto Garofalo e del figlio Seby, ritenuti esponenti della criminalità locale. L’Ufficio per la Pastorale delle Comunicazioni Sociali difende il parroco, Padre Carlo D’Antoni, sottolineandone l’impegno per gli ultimi. Questa la nota diffusa nella serata di ieri.
“Padre Carlo D’Antoni ha sempre agito con trasparenza. Nelle sue azioni c’è sempre stata l’accoglienza nei confronti dell’altro: anzi in questi anni proprio la parrocchia di Bosco Minniti è stata riconosciuta a livello nazionale come simbolo di accoglienza nei confronti degli ultimi. Padre Carlo ha sempre combattuto la mafia e gli atteggiamenti mafiosi, sostenuto dalla Chiesa di Siracusa, ma l’accogliere l’altro implica degli inevitabili rischi. Ma non può essere messa in dubbio l’integrità del parroco della chiesa di Maria Madre della Chiesa e del suo agire”.
Intanto padre Carlo chiarisce la sua posizione.
“Se avessi saputo prima quello che di cui sono venuto a conoscenza adesso avrei risposto di no – spiega D’Antoni -. La parrocchia con i mafiosetti locali non ha nulla a che vedere. Ma qui vengono tutti, trovano accoglienza e non è mai successo nulla. Sono tranquillo, solo rattristato perché mi sembra che la parrocchia sia stata strumentalizzata”.

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