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Siracusa. Il Genio Civile al Quintiliano, prima verifica dopo il crollo: “servono interventi”

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Ha fatto rumore, arrivando fino a Roma, la notizia del ferimento di due studentesse del liceo polivalente Quintiliano di Siracusa. Mentre erano in classe, sono loro piovuti addosso calcinacci dal soffitto. Colpa – pare – di una infiltrazione di acque meteoriche.
La responsabile della struttura di missione per l’Edilizia scolastica della presidenza del Consiglio, Laura Galimberti, ha espresso “grande dispiacere nel leggere la notizia dell’incidente che mai più dovrà accadere. In ogni scuola si custodisce e si costruisce il futuro della comunità locale e del nostro Paese”.
Respinge le accuse delle associazioni studentesche che hanno puntato il dito contro le poche risorse disponibili. “Per l’edilizia scolastica della Sicilia – si legge nella nota – negli ultimi anni sono già stati assegnati agli enti locali oltre 500 milioni di euro per circa 1.400 interventi (www.cantieriscuole.it). Altre risorse sono già stanziate: 76,8 milioni dedicati alle scuole della Sicilia dal Fondo infrastrutture”.
Galimberti conferma priorità ai progetti per la sicurezza strutturale e antisismica. “Ma gli enti locali siano pronti con i progetti per rispondere ai bandi regionali”. Tirata d’orecchie, insomma, per Comuni ed ex Province a cui compete la manutenzione ordinaria e straordinaria degli edifici scolastici di cui sono proprietari.
Dalla Regione, l’assessore all’Istruzione Roberto Lagalla ha chiesto un’immediata verifica della stabilità dell’edificio. Questa mattina i tecnici del Genio Civile di Siracusa hanno allora ispezionato la scuola. La situazione non è a rischio ma non possono essere esclusi altri cedimenti di calcinacci in locali attigui all’aula al primo piano in cui è avvenuto il ferimento delle due studentesse. Il Genio Civile ha pertanto chiesto alla ex Provincia Regionale di avviare controlli approfonditi per mettere in sicurezza aree che potrebbero essere a rischio distacco. Ma bisogna anche risolvere il problema alla radice, eliminando le infiltrazioni. Non una semplice guaina ma soluzioni più radicali per garantire l’impermeabilizzazione della copertura dell’edificio. Anche attraverso strutture prefabbricate, sul modello dell’onduline, per evitare che le acque meteoriche possano causare altri danni. Dipenderà dalle risorse disponibili. Vero tasto dolente per l’ex Provincia, senza euro in cassa da anni.

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