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Siracusa. Il M5S attacca: “nell’acqua cittadina elevata concentrazione di cloruri. Rischio per gli ipertesi”

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Il Movimento 5 Stelle prova a far luce sulla qualità dell’acqua a Siracusa. “Quella che esce dai rubinetti delle nostre case non è di buona qualità ma la usiamo lo stesso. E la paghiamo come se fosse ottima. Lo sa l’attuale sindaco Garozzo e lo sapevano i suoi predecessori Visentin e Bufardeci. Lo sa l’Arpa, lo sa l’Azienda Sanitaria Locale, lo sa l’Assessorato Regionale della Salute, lo sa il Ministero della Salute”, accusa il deputato regionale pentastellato Stefano Zito.
“A settembre 2015 abbiamo chiesto all’Arpa risultati delle analisi su pozzi e serbatoi dal 2013 al 2015. Nella risposta erano omessi i risultati dei valori relativi al sodio per l’anno 2015, valori invece presenti per l’anno 2014 ma non per tutti i pozzi. Inoltre, i parametri di conducibilità e cloruri risultavano spesso superare di gran lunga i limiti di legge (valore massimo consentito = 250 mg/l per i cloruri) e persino i valori massimi ammissibili (V.M.A. = 664 mg/l per i cloruri). Vale anche per gli anni che vanno dal 2007 al 2012″, racconta Zito. Anche i risultati delle analisi chimico-fisiche e batteriologiche effettuate dall’Asp su pozzi e serbatoi dal 2013 al 2015 “emergono valori di gran lunga superiori ai limiti di legge per quanto riguarda i parametri conducibilità, cloruri e durezza con riferimento ai serbatoi Bufalaro basso, Teracati e pozzo San Nicola. Emersa – dice ancora Zito – anche la non conformità per il parametro batteri coliformi a 37° prima della clorazione nei serbatoi Bufalaro basso e Teracati in alcuni periodi del 2013 e del 2014″.
Ma di questi dati, “e dei relativi rischi che potrebbero derivare dal consumo di acqua con eccessive concentrazioni di sali”, non sarebbe stata informata la popolazione. Il M5S ha anche cercato di fare luce, a proposito, su eventuali ordinanze con le quali si vietava il consumo di acqua per fini alimentari nelle zone interessate dal superamento dei parametri di legge. Ed anche su eventuali interventi per migliorie della qualità dell’acqua o un eventuale adeguamento delle tariffe.
Sollecitate sul punto, Asp e Regione hanno risposto al pressing del deputato Zito parlando di consapevolezza della problematica decennale “legata all’elevata concentrazione salina delle acque sotterranee utilizzate a Siracusa per la distribuzione al consumo umano”. L’Asp inoltre sottolinea che, nel corso degli anni, le varie società di gestione delle acque siracusane che si sono succedute nell’incarico erano state autorizzate dalla Regione Siciliana all’utilizzo dei pozzi incriminati in deroga ai parametri tabellari fino al 2006.
“Dopo tale data, la società che gestiva al tempo l’acquedotto di Siracusa, è stata invitata, con diverse comunicazioni ufficiali indirizzate anche al sindaco, a pianificare ed attuare interventi atti a migliorare la qualità delle acque in distribuzione, imponendo il rientro dei parametri difformi ai limiti consentiti dalla legge”, spiegano dal Movimento 5 Stelle.
“Nel settembre del 2012 la Sai 8, dopo il fallito tentativo di migliorare la qualità delle acque attraverso l’utilizzo di tre pozzi pilota, inoltrava all’assessorato regionale per la Sanità e per conoscenza al Ministero della Salute, istanza di concessione in deroga all’utilizzo delle fonti di approvvigionamento storicamente fuori range. In risposta alla nota, il Ministero della Salute evidenziava l’impossibilità di concedere ulteriori deroghe e, rimandava all’assessorato regionale la gestione della non conformità. Quindi a tutt’oggi – attacca Zito – non risulta essere stata concessa alcuna deroga per i valori tabellari dall’Ufficio Regionale competente. L’ultima deroga risulta essere quella del 2006. E siamo nel 2016″.
Va detto comunque che diversi studi, citati coerentemente anche da Zito, pur esprimendo giudizio di non conformità dell’acqua fornita dall’acquedotto di Siracusa relativamente ai parametri in questione, hanno messo in evidenza che la stessa, “in via generale”, può essere utilizzata per gli usi alimentari e di cucina senza alcun danno per la popolazione, “con una controindicazione relativa per cardiopatici ed ipertesi e per tutti coloro che presentano patologie legate al contenimento del cloruro di sodio nell’assunzione giornaliera”.
Una comunicazione che avrebbe dovuto trovare posto anche sulle bollette di alcuni anni addietro, come suggerito dall’Asp. Raccomandazioni rimaste però lettera morta.
Sempre l’Asp sottolinea che: “ad oggi, gli interventi messi in atto pur producendo dei risultati nel breve termine, nel medio e nel lungo termine si sono rivelati insufficienti, per cui l’ente gestore deve prendere in esame soluzioni tecnologiche diverse rispetto a quelle finora tentate”.
Stefano Zito punta l’indice contro “l’inerzia dell’attuale amministrazione comunale. Sembrava tanto attenta e scrupolosa al problema dell’acqua prima delle elezioni – dice – ma poi non si è rivelata neppure interessata a riscontrare le varie richieste che da mesi noi cittadini formuliamo al fine di comprendere e sollecitare una soluzione al gravoso problema”.
L’acqua di Siracusa non è stata definita da alcuna autorità “non potabile” ma questo, secondo i pentastellati, “non esenta dall’informare la popolazione sull’acqua che beve. Esiste una via di mezzo tra il totale divieto d’uso dell’acqua per il consumo umano e l’uso continuo di quell’acqua con quei parametri. I cittadini vanno informati sulla qualità e/o sulla eventuale non potabilità dell’acqua erogata in vari quartieri della città, al fine di mettere in guardia gli ipertesi, i cardiopatici e tutti i soggetti a rischio, sui contenuti e sui possibili effetti dell’assunzione di acqua troppo dura e con contenuti eccessivi di cloruri e di sodio. E il sindaco è il responsabile della condizione di salute della popolazione del suo territorio”.

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