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Siracusa. Il mistero del patrimonio Reimann: “che fine hanno fatto molti oggetti?”

villa reimann interno

Mobili, quadri, ceramiche e poi ancora tappeti, argenteria e reperti archeologici. Sono gli oggetti del patrimonio Reimann lasciato in eredità al Comune di Siracusa insieme alla villa omonima. “Che fine hanno fatto?”, si domanda il comitato Save Villa Reimann che già a marzo aveva chiesto con istanza al sindaco Garozzo di certificare l’esistenza di tutti quei beni inventariata ma di cui non si avrebbero notizie.
Tutti gli oggetti vennero “repertati” nel 1985: 130 schede per catalogare tutto quanto l’infermiera danese lasciò in dono alla città che le stregò il cuore.
Diversi “pezzi”, alcuni particolarmente pregiati, sarebbero “spariti” o comunque non se ne avrebbero notizie. “Volevamo solo capire cosa effettivamente manca in modo da fornire alle forze dell’ordine elementi concreti su cui investigare”, spiegano dal comitato composto da cittadini e associazioni.
Uffici e dirigenti comunali non avrebbero collaborato come Save Villa Reimann si attendeva, da qui la richiesta inoltrata al sindaco. “Ma non rispondendo certifica di fatto il cattivo funzionamento degli uffici preposti alla cura ed alla tutela dei beni pubblici compresi quelli del lascito Reimann”, l’accusa.
E la domanda rimane così senza risposta: “cosa manca, cosa è stato rubato?”, rilancia ancora il comitato che si batte per il rispetto della volontà testamentaria di Christiane Reimann. “Se il sindaco è interessato a dare le risposte, così come è obbligato dallo Statuto Comunale, non deve far altro che rimboccarsi le maniche e rispondere all’istanza di Save Villa Reimann: anche fra 72 ore”, dice con una punta di sarcasmo Marcello Lo Iacono che del Comitato è il portavoce.

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