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Siracusa. Il mistero della qualità dell’aria, tra sforamenti e dati parziali. Chi ci tutela?

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Pm 10 e Pm 2,5: sono i silenziosi nemici della qualità dell’aria. Il problema esplode in tutta Italia e Siracusa non è da meno. Con una difficoltà di fondo di non poco conto: le possibilità per un residente di sapere cosa respira e se ci sono pericoli o meno per la sua salute sono al di sotto di quanto la legge pure prevederebbe.
Il sito web del Comune di Siracusa, ad esempio, nella sezione Inquinamento Atmosferico offre una serie di dati peccato però che siano tutti relativi al 2014. E comunque poco rassicuranti sul fronte Pm 10 e Pm 2,5 ovvero le famigerate e temute polveri sottili.
Va leggermente meglio consultando il sito web del Libero Consorzio Comunale dove il report giornaliero della Qualità dell’aria è fermo al 22 dicembre. Offre comunque la possibilità di “leggere” i dati raccolti dalle centraline recentemente rientrate in servizio. Due le evidenze. La prima: la centralina Teracati ha registrato il 52.o giorno di sforamento dei limiti consentiti dalla legge (35 giorni nell’anno solare) per cui dovrebbero scattare misure di contenimento del traffico, come le targhe alterne e le domeniche ecologiche. La seconda: la quantità di N.P. (non pervenuto) e N.D. (non disponibile) su vari inquinanti e in diverse centraline per più giorni pone seri dubbi sulla qualità del sistema e la validità dei dati raccolti, così incompleti e di lettura complicata.
La cosa peggiore, però, è che nessuno pare viverlo come un problema. Da Arpa o da ex Provincia e/o Comune nessuna presa di posizione, richiesta di chiarimenti o integrazioni e tanto meno informazioni al cittadino.
La cosa certa è che un siracusano non sa – e non è nelle condizioni migliori per sapere – che aria effettivamente respira, in particolar modo sotto l’aspetto delle pericolose polveri sottili.
Eppure lo stesso sito web del Comune di Siracusa informa che i compiti dell’ufficio Ecologia ed Ambiente prevedono anche la “predisposizione dei provvedimenti di limitazione/blocco del traffico in caso di episodi acuti di inquinamento” come anche “provvedimenti strutturali di limitazione/blocco del traffico a seguito dei superamenti ai limiti annuali di PM 10″ insieme alla “partecipazione alle attività dei tavoli tecnici attivati presso la prefettura in esecuzione del protocollo d’intesa tra Prefettura e Comuni dell’area di crisi ambientale”.
Ma sembra che Palazzo Vermexio dopo le battaglie per l’Eco Manager (un computer che legge tutti i dati delle centraline quasi in diretta, li analizza, crea report e grafici per indicazioni su origine e quantità di un eventuale inquinante) e la partecipazione al tavolo Aia di Roma abbia deposto l’ascia di guerra con buona pace della qualità dell’aria.

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