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Siracusa. “Il parco archeologico e l’orgoglio ferito”, su Il Fatto Quotidiano lo sfogo di Manlio Lilli

fatto quotidiano parco archeologico

Il parco archeologico, tra “monumenti chiusi e parcheggiatori abusivi”. E’ il quadro che l’archeologo e giornalista Manlio Lilli traccia su “Il Fatto Quotidinao”, all’interno del suo blog parlando di Siracusa. Lilli esprime “amarezza nel constatare come un sito di tale rilievo storico sia lasciato completamente andare: erbacce e sterpaglie circondano i resti, l’incuria regna sovrana, c’è assoluta mancanza di informazioni (nonostante i 10 euro pagati per l’ingresso) e molte parti sono inaccessibili”.Il parco archeologico della Neapolis, a Siracusa, è una delusione. Lilli parla di “una ferita nell’orgoglio degli italiani”. In realtà si basa anche sui feedback dei turisti in visita nel capoluogo. C’è, ad esempio, chi parla di “meraviglie”, che però non possono essere visitate perchè “ogni via è sbarrata ai non addetti ai lavori”. Il fatto che il sito sia solo parzialmente visitabile non sarebbe, inoltre, adeguatamente segnalato. Nella lettera di un turista deluso tutta l’amarezza anche per un altro aspetto. “Come è possibile che in uno dei siti culturali più visitati si tolleri questa illegalità organizzata e, credo, quasi istituzionalizzata?”, si chiede. Domanda retorica per Lilli, “sconfitta per la Regione Sicilia che gestisce indegnamente un patrimonio tanto straordinario”. Provocazione, infine. Il blogger si chiede come si potrebbe dar torto a chi invita a non andare a vedere il parco archeologico.

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