• Siracusa. Il Pd contro la Princiotta: "espulsa dal gruppo". La replica: "non conoscono nemmeno lo Statuto"

    “Un colpo di teatro che farà la fine delle bolle di sapone”. Simona Princiotta non perde nè il sorriso nè la serenità. Il gruppo consiliare del Pd ha comunicato di aver votato “ad unanimità dei presenti l’esclusione della consigliera Simona Princiotta dal gruppo” stesso. E questo “per l’assoluta incompatibilità della stessa, manifestata sin dall’inizio del suo ingresso nel gruppo consiliare e culminata con l’atteggiamento assolutamente ostruzionistico ed oppositorio in occasione della discussione ed approvazione del bilancio di previsione 2014”.
    La diretta interessata non pare sorpresa. La conclusione della vicenda era già scritta, da domenica almeno. “Il problema è che non conoscono nemmeno lo statuto del partito”, dice lei partendo al contrattacco. “C’è un articolo che spiega come un consigliere comunale con la tessera del Pd è obbligato a far parte del gruppo del Partito Democratico. Non lo si può espellere se prima non lo si butta fuori dal partito. Solo la Commissione di Garanzia può stabilire diversamente. Non mi risulta che qualcuno da Siracusa ne abbia chiesto l’intervento”. Ecco perchè Simona Princiotta è convinta che tutto si concluderà a tarallucci e vino. “Io sono e resto una consigliera comunale del gruppo Pd. E non dicano che tutto questo caso nasce perchè non ho votato il bilancio, uscendo dall’aula. Solo uno stolto potrebbe crederci. Altrimenti non si spiegherebbe perchè io sono così attaccata mentre altri consiglieri Pd che pure non hanno votato il bilancio come Formica, Zappulla e la Salvo non vengono minimamente toccati. Chiariamo una cosa: a me il partito non ha dato nessuna indicazione di voto. Il segretario del Pd con me non ha parlato di bilancio. E se non ricordo male ha firmato anche lei un documento, dopo il cambio di assessori in giunta, in cui si parlava di linea critica verso l’amministrazione”.
    Tempo di resa dei conti? “Non lo so. Dico solo che è arrivato il momento di dirsi le cose per come stanno”.

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