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Siracusa. Il ponte dei Calafatari continua a sbriciolarsi. La gallery

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E dire che non dovrebbe neanche essere lì. Perchè verso la fine del 2011 sembrava ormai certo che il ponte dei Calafatari sarebbe stato demolito. Era stato giudicato “inadeguato” a sopportare il traffico in uscita da Ortigia. Qualcuno disse persino che si trattasse di una struttura “pericolante”. Eppure il terzo ponte, quello che si affaccia sul porto piccolo, è ancora lì. In tutto questo tempo si è cercato di “difenderlo” come si è potuto: restringendo la carreggiata, avviando una serie di attività di bonifica.
Ma adesso bisogna tornare a fare i conti con un ponte che, di fatto, si sbriciola. Proprio sotto la struttura sono stati ammassi i pezzi di struttura che nel frattempo si sono distaccati. Emergono dalle acque come triste promemoria di un decadimento lento, silenzioso ma ineluttabile. La struttura in ferro, specie ai lati, è ormai scoperta ed esposta alle intemperie. E con l’aria salmastra la corrosione è più di un rischio.
Il Comune, con l’ufficio ai lavori pubblici, ha disposto un sopralluogo tecnico. Quanto sia concreto un provvedimento drastico, come la stessa chiusura del ponte dei Calafatari, è ancora presto per dirlo. Il caso del viadotto di Targia, però, insegna. Quello che si chiude difficilmente si apre nel breve, quando si tratta di una infrastruttura delicata. E allora forse bisognerebbe partire da progetti e fondi, prima di ritrovarsi (solo un’eventualità oggi, non supportata da dati di fatto) con un altro ponte in meno e tanti problemi in più.

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