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MCDONALD 03-2018

Siracusa. In Consiglio comunale la sfiducia ad Armaro, sulla Tasi rinvio a venerdì

santino armaro

Aggiornata a domani, in seconda convocazione, la sessione di Consiglio comunale aperta stamattina. Il rinvio è stato causato dalla mancanza del numero legale mentre era ai voti uno dei due emendamenti al secondo punto all’ordine del giorno, quello relativo alle aliquote Tasi, presentati da Cetty Vinci.
La seduta è stata però caratterizzata da una serie di interventi preliminari. Il primo a prendere la parola è stato Salvo Sorbello che ha chiesto al presidente, Santino Armaro, chiarimenti su una sua dichiarazione, non smentita, resa alla stampa secondo la quale la Regione avrebbe “bacchettato” i consiglieri comunali per le convocazioni delle commissioni. Sorbello ha detto di non avere notizia di questa iniziativa e di non avere ricevuto nessuna censura personale e, quindi, di non comprendere il senso della dichiarazione. Armaro ha spiegato che quanto riportato dall’autore dell’articolo non corrisponde alla sue parole.
Poi ha preso la parola Simona Princiotta per annunciare che ieri è stata presentata una mozione di sfiducia al presidente del consiglio comunale con la quale sei consiglieri (Princiotta, Di Lorenzo, Impallomeni, Boscarino, Rabbito e Bonafede) accusano Armaro di non tenere un comportamento super partes e di violare il regolamento. La consigliera ha contestato anche la mancata convocazione di sedute dedicate al question time e ha inoltre criticato l’odierno ordine dei lavori per i troppi argomenti previsti (24 in tutto) alcuni dei quali, ha affermato, sono talmente importati da meritare un’intera seduta.
Il presidente Armaro ha replicato ricordando che il regolamento non prevede convocazioni dedicate esclusivamente al question time. Sorge, dunque, la necessità organizzare le adunanze per dare la possibilità di affrontare le interrogazioni in modo esaustivo ma sul punto la Capigruppo non ha ancora trovato una sintesi. Quanto all’ordine dei lavori, dopo avere ricordato che molti argomenti erano già stati portati in aula senza però che fossero trattati per mancanza del numero legale, Armaro ha detto di essersi limitato ad applicare il regolamento e di avere inserito tutte le mozioni in sospeso per non creare disparità.
Ancora sull’ordine dei lavori, Sorbello ha ribadito l’importanza delle sedute dedicate alle interrogazioni e Vinci ha stigmatizzato l’inserimento al 19esimo posto di un “punto importante come quello dedicato alla tassa di soggiorno”. Secondo Vinci, c’è la necessità di rivedere i regolamenti sui tributi locali poiché non sarebbero più adeguati.
Castagnino ed Enrico Lo Curzio hanno contestato il costume dei nuovi assessori di non presentarsi all’Aula. In particolare Castagnino ha criticato Giuseppe Raimondo, assente ad entrambe le sedute convocate dopo il suo insediamento, e poi ha condannato la prassi secondo la quale si fanno presenziare alle adunanze i dirigenti di settore che, essendo tecnici, non possono rispondere a tutte le obiezioni sollevate da un organo politico.
Chiusa la fase degli interventi preliminari e approvati i verbali delle sedute precedenti, ha preso la parola l’assessore al Bilancio, Salvatore Piccione, per illustrare la proposta sulle aliquote Tasi per l’anno in corso (atto propedeutico alla stesura del previsionale), che rimangono immutate dal 2015, così come accade per le detrazioni. La Tasi resta abolita per l’abitazione principale e rimane applicata agli immobili classificati come case di lusso, fabbricati rurali e strumentali.
Sulla proposta dell’Amministrazione, Vinci ha presentato due emendamenti per dimezzare l’aliquota sulla seconda tipologia di costruzioni: da 1 a 0,50 per mille sui fabbricati rurali, da 3 a 1,5 per mille su quelli strumentali. La votazione sulle modifiche sono avvenute dopo una pausa decisa dal presidente Armaro per consentire la presenza in aula del ragioniere generale, Giorgio Giannì, richiesta da Castagnino e Gaetano Firenze così da motivare il parere contabile.
Parere che è stato negativo per evitare, ha detto Giannì, che saltino gli equilibri di bilancio sanciti nel pluriennale, ma che è stato criticato dai banchi dell’opposizione. Sorbello, Vinci e Tony Bonafede hanno sostenuto la necessità di ridurre la pressione fiscale e si sono detti certi del fatto che il taglio alle aliquote porterebbe a un incremento delle entrate tributarie perché ridurrebbe di molto la fascia dell’evasione.
Sul vincolo del bilancio pluriennale, ha poi spiegato il vice segretario generale rispondendo a Castagnino, si può legittimamente intervenire ma la modifica deve essere debitamente motivata.
Il presidente Armaro ha, quindi, aperto la votazione sugli emendamenti. L’aula ha bocciato quello sui fabbricati rurali (10 no, 5 astensioni e 6 sì) mentre su quello relativo ai capannoni è venuto a mancare il numero legale.

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