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Siracusa. Interventi sanitari nelle aree a rischio ambientale, presentato il piano dell’Asp

incontro asp madeddu

Una serie di iniziative per il contrasto degli effetti sulla salute derivanti dall’inquinamento ambientale nell’area ad alto rischio ambientale di Augusta, Priolo, Melilli, Siracusa, Floridia e Solarino. Le ha condotte, secondo quanto comunicato questa mattina ai sindaci dei territorio interessati, l’Asp 8, in linea con quanto previsto dal dipartimento delle Attività sanitarie e Osservatorio epidemiologico dell’assessorato regionale della Salute. Nella sala riunioni della direzione generale di corso Gelone si sono dati appuntamento, oltre ai dirigenti dell’azienda sanitaria, i rappresentanti delle amministrazioni comunali della zona industriale e il dirigente regionale Salvatore Scondotto. L’occasione è servita per tracciare un bilancio di quanto fatto nell’ambito del piano straordinario avviato nel 2013 dalla Regione. Il direttore sanitario dell’Asp, Anselmo Madeddu ha parlato delle patologie connesse all’inquinamento ambientale come di uno dei temi prioritari per l’azienda sanitaria provinciale, anche per la sua “portata scientifica e sociale. L’Asp di Siracusa-ha ricordato Madeddu- pur avendo la normativa scorporato dalle Aziende sanitarie le funzioni di controllo ambientale affidate all’Arpa dal ‘94, è una delle poche in Italia a vantare un Registro tumori accreditato a livello internazionale dalla IARC, e ad avere adottato da tempo diverse misure di contrasto alle patologie, mentre la Regione – ha puntualizzato – ha istituito appositi tavoli tecnici e di monitoraggio, conferendo supporto metodologico e finanziario al Piano, sancendo il passaggio dalla fase degli studi e delle ricerche alla fase delle azioni pratiche da condurre per la tutela dei cittadini esposti”.
Le sette linee di intervento citate riguardano “le attività di biomonitoraggio sul mercurio con la presa in carico dei soggetti con valori in eccesso, interventi di rafforzamento delle azioni di prevenzione primaria e di promozione della salute, interventi di rafforzamento delle azioni di prevenzione secondaria e diagnosi precoce, interventi di miglioramento della qualità dell’offerta diagnostico assistenziale, l’avvio della sorveglianza sanitaria negli ex esposti all’amianto, la comunicazione, il coinvolgimento e la partecipazione attiva della popolazione interessata, la sorveglianza della catena alimentare”.

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