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Siracusa. La morte di Don Pippo e gli assassini a piede libero: “gente pericolosa per tutti”

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Diventa adesso una indagine per omicidio la triste vicenda di Grottasanta. La Mobile di Siracusa è impegnata a dare un volto ed un nome agli assassini di Giuseppe Scarso, l’80enne aggredito e dato alle fiamme nella sua abitazione al culmine di un inconcepibile e barbaro spettacolo di violenza urbana.
Da ottobre ad oggi non sono state lesinate risorse per riuscire a risalire all’identità dei componenti della gang. Pochi gli elementi a disposizione, si parla di tre forse quattro giovani. Avrebbero utilizzato dell’alcol per appiccare le fiamme dopo l’aggressione. Tutto a pochi passi dalla chiesa di Grottasanta, nel cuore di una zona densamente abitata e tranquilla. Il nipote di Don Pippo, così era noto l’anziano nel quartiere, aveva lanciato un appello contro l’omertà, invitando chiunque avesse elementi potenzialmente utili alle indagini a contattare le forze dell’ordine, anche in forma anonima. “Purtroppo noto che la gente che ci sta attorno, le persone che hanno manifestato tanto sdegno alla fine non hanno fatto alcuna lotta per dire basta a questa città imbarbarita”, appunta dolente adesso.
Nel momento di dolore, c’è sconforto nelle sue parole. “Gli autori della feroce barbarie perpetrata ai danni di mio zio potevano ravvedersi e chiedere perdono in tutto questo tempo”. Cosa che non è avvenuta.”Hanno capito cosa hanno fatto o pensano di farla franca e farlo di nuovo? Capisco che dietro la violenza c’è sempre disagio ma è ovvio che chi agisce con tanta crudeltà è gente pericolosa per tutti, in particolare gli indifesi”, scrive ancora Salvo, il nipote di Don Pippo.

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