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Siracusa. La morte di Francesco Avola, aperto un fascicolo per omicidio colposo. Lettera aperta del padre del giovane annegato al Plemmirio

giacinto avola

Omicidio colposo. E’ il capo di imputazione del fascicolo che la Procura della Repubblica di Siracusa ha aperto in riferimento al tragico incidente in cui ha perso la vita Francesco Avola, il sedicenne inghiottito dalle acque del Plemmirio il 25 maggio scorso. L’inchiesta è aperta contro ignoti ed è affidata al sostituto procuratore Antonio Nicastro. Un piccolo passo avanti per la famiglia di “Ciccio”, che pochi giorni fa avrebbe compiuto 17 anni. La Squadra Mobile, guidata dal dirigente Tito Cicero, starebbe indagando sul lasso di tempo intercorso dalla prima richiesta di soccorso al momento in cui l’altro giovane che si trovava in acqua insieme a Francesco Avola è stato tratto in salvo.  Giacinto, il padre del giovane, non molla. “Aspetto la conclusione delle indagini- racconta- e continuerò a lottare finché la verità non verrà fuori”. Ha scritto una lettera aperta. “Tante le assenze che purtroppo ho dovuto registrare alla fiaccolata in ricordo di Ciccio- dice Giacinto Avola- Sarebbe stata l’occasione per prendere una forte e chiara presa di posizione. Non lo è stata, con la soddisfazione di chi nutriva, forse, ansia. Siracusani- esorta il padre di Francesco- svegliatevi, assumetevi la responsabilità di impegnarvi per la sicurezza dei nostri figli. Cerco di essere fiducioso, almeno nella giustizia. Il resto lo vedremo, ma una cosa è certa: io non mollo. Non bastano i “mi piace” su Facebook per condurre una battaglia. Lottiamo insieme”. Firmato “un padre che non vuole i vostri cuori rimangano spezzati per sempre come il suo”.

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