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Siracusa. La morte di Tony Drago: indagati otto vertici militari. Il 15 ottobre la riesumazione del corpo

tony drago

Concorso colposo in istigazione al suicidio o in omicidio volontario. E’ l’accusa contestata a otto militari, iscritti nel registro degli indagati per la morte di Tony Drago, il caporale dell’esercito morto precipitando dalla palazzina dell’Ottavo Reggimento dei Lancieri di Montebello, nella caserma “Sabatini” di Roma. Il giovane siracusano, il pubblico ministero Alberto Galanti ne sembra convinto, non si sarebbe, dunque, suicidato. La famiglia lo ha sempre sostenuto, nonostante questa fosse l’ipotesi avanzata subito dopo la tragedia della mattina del 6 luglio 2014. La madre, Sara, senza mai stancarsi, ha portato avanti la sua dolorosa battaglia, supportata dai familiari e dagli amici più cari di Tony Drago.
Il corpo del militare siracusano fu ritrovato poco dopo le sei da un ufficiale nel piazzale sottostante l’edificio.Tanti gli elementi che, da subito, hanno convinto poco la famiglia di Drago. Del caso si è spesso occupata anche la trasmissione “Chi l’ha Visto?” di Rai 3, sottolineando, tra le altre anomalie, le ferite e i graffi sulla schiena. Tony aveva 25 anni e si era da poco laureato in Scienze Criminologiche e dell’Investigazione all’Aquila.
Un passaggio fondamentale è previsto per il 15 ottobre, quando il corpo del giovane caporale sarà riesumato. All’interno della caserma si ritroveranno tutte le parti in causa, per effettuare le prove che faranno seguito all’esperimento condotto lo scorso aprile dai periti nominati dalla famiglia Drago alla piscina di Nesima.

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