• Siracusa. La piaga del lavoro nero, uno su tre impiegato in condizioni di sfruttamento

    Anno intenso sul fronte dei controlli nei cantieri e nei luoghi di lavoro. Sono state 200 le ispezioni condotte dai carabinieri del Nil insieme all’Ispettorato Territoriale del Lavoro. Verificato in particolare il rispetto degli obblighi contrattuali e contributivi.
    Con il supporto degli ispettori del servizio tecnico dell’Ispettorato del Lavoro e dello Spresal dell’ASP 8 di Siracusa, contrastate le violazioni in materia di sicurezza sul lavoro nel settore edile ed in quello agricolo.
    Sono stati 70 i cantieri ispezionati e 40 gli accessi nelle campagne e nelle serre. Nessun settore, però, è stato tralasciato: solarium, centri bellezza, lidi balneari, industrie metalmeccaniche, aziende di trasporto, colf e badanti, case di riposo, bar, pizzerie, supermercati e ristoranti, centri scommesse e saloni di bellezza.
    Su 734 lavoratori controllati, ben 224 sono risultati essere occupati in nero, 82 dei quali stranieri e 4 minorenni. Per due stranieri privi di permesso di soggiorno è stata disposta l’espulsione.
    Le aziende sospese sono state 68, per avere impiegato lavoratori in nero oltre il 20% della forza occupata.
    I datori di lavoro deferiti alla Procura della Repubblica del Tribunale di Siracusa, per reati in materia di sicurezza, di illecita videosorveglianza sui dipendenti e caporalato, sono stati 32.
    Due aziende sono state sottoposte ad altrettante amministrazioni controllate, per sfruttamento dei lavoratori; un cantiere è stato sottoposto a sequestro penale per gravi violazioni in materia di sicurezza.
    Le sanzioni amministrative irrogate ammontano ad oltre 750 mila euro, mentre le ammende comminate ammontano a quasi 60 mila euro.
    E’ la sintesi dell’attività di contrasto posta in essere sul territorio provinciale nell’arco degli ultimi 12 mesi.
    Non accenna a diminuire il lavoro nero, fenomeno duro da debellare, che in tempo di crisi occupazionale resta l’obiettivo principale delle forze dell’ordine perchè, oltre alle pesanti ripercussioni in tema di mancanza di contributi utili per il trattamento pensionistico in danno dei lavoratori, le aziende scorrette hanno minori costi di manodopera ed in tal modo possono offrire prodotti e servizi ad un prezzo minore con corrispondente danno per le aziende sane.

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