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Siracusa. La piscina della Sgarlata fa “annegare” la Basile? “Calunnie, è un attacco politico del partito dei cementificatori”

piscina

Rimossa per una piscina. Fosse vero, sarebbe forse uno dei primi casi del genere in Italia. Vera o no, la ricostruzione firmata da Massimo Riili sulla rimozione dal suo incarico della soprintendente Beatrice Basile ha fatto in fretta il giro della città.  Lui, presidente di Ance Siracusa, l’associazione degli edili, ha pubblicato un post su facebook in cui parla di una piscina e di una autorizzazione concessa dalla soprintendente. Una piscina non interrata in una villa posta a meno di 150 metri dal mare. Proprietaria della villa, l’assessore regionale Maria Rita Sgarlata, che quando era ai Beni Culturali firmò la nomina della Basile. Un provvedimento che avrebbe determinato l’allontanamento della Basile, secondo Riili.  Illazione o verità, impossibile arrestare l’avanzata virale di quel post.
Al punto che la stessa Sgarlata è dovuta intervenire con un comunicato ufficiale. In cui parla di “Metodo Boffo” ai suoi danni. “E’ in atto un attacco di natura politica che inevitabilmente segna il momento finale di uno scontro che a Siracusa in questi anni ha visto protagonisti associazioni, cittadini a difesa della città e del suo inestimabile paesaggio da una parte e alcuni imprenditori, tesi a garantirsi porzioni di quel territorio per nuove edificazioni dall’altra”. Il riferimento è ai progetti alla Balza Akradina e nell’area delle Mura Dionigiane. Poi la Sgarlata accetta la sfida e scende nel dettaglio:  “nessun abuso è stato commesso (per la piscina, ndr) ma siamo davanti ad un castello maldestramente costruito su unavasca fuori terra prefabbricata che in qualunque sito on line viene peraltro presentata come esente da richiesta di autorizzazione e realizzabile con una semplice comunicazione”.
Tra le righe, la Sgarlata se la prende con il cosiddetto partito dei cementificatori.”Siracusa non tornerà indietro, anche di fronte al colpo di coda di quelle forze che hanno spadroneggiato e che, in questi ultimi mesi, hanno tentato, giorno dopo giorno, di delegittimare il mio operato da assessore regionale ai Beni culturali. Primo tra tutti, il decreto di perimetrazione del parco archeologico di Siracusa, mirato a tutelare una delle aree archeologiche e paesaggistiche più importanti del Mediterraneo e, in particolare, la nomina di Beatrice Basile a soprintendente della città, una nomina trasparente e meritocratica avvenuta all’interno di un riordino complessivo della gestione dei beni culturali in Sicilia, fortemente voluto da chi le riforme le vuole portare avanti veramente”.

(foto: in alto Riili, in basso a sx Sgarlata, a dx il post incriminato. Piscina foto generica)

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