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Siracusa. Celebrati i funerali della 32enne maresciallo dei Carabinieri, in mattinata l’autopsia: due proiettili

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Ultimo saluto alla 32enne maresciallo dei carabinieri nella chiesa di Santa Rita. Nel primo pomeriggio, poche ore dopo l’autopsia, la triste cerimonia. Dolore e un composto silenzio dentro e fuori la chiesa di corso Gelone. All’interno, i familiari della donna, arrivati da Latina: la madre, il padre, il fratello. Accanto, gli alti ufficiali del Comando provinciale dei Carabinieri.
Poco prima, era stata effettuata l’autopsia. Due i proiettili che l’hanno raggiunta. Uno alla coscia, l’altro -fatale – alla tempia.
Alla base della tragedia di via della Spatola potrebbe esserci la gelosia. Era una relazione definita serena quella tra la donna ed il marito poliziotto. Ma in quella serenità, complice forse la differenza d’età e di esperienze di vita, avrebbero trovato spazio insicurezze e discussioni. Laziale lei, pugliese lui, incontratisi per esigenze di servizio a Siracusa e diventati coppia, fino al matrimonio dello scorso maggio. Le seconde nozze per lui, 45 anni, un figlio. Lei invece giovane, dinamica, appassionata sportiva, innamorata della vita. Qualche lite, magari. Come in molte coppie.
L’ultima, l’altra notte. Un alterco, più accesso. Lei che impugna l’arma di ordinanza e minaccia di togliersi la vita. Un primo colpo, partito accidentalmente, raggiunge l’uomo alla gamba e ferisce la donna. Il tempo di due respiri e il maresciallo si punta la pistola alla tempia e preme il grilletto.
Una ricostruzione che gli inquirenti dovranno adesso verificare e validare, anche attraverso i rilievi affidati ai Ris di Messina e all’esame autoptico di questa mattina.

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