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Siracusa la turistica accoglie con un muro abbattuto alla Neapolis: la transenna festeggia 4 anni

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C’è una transenna che è ormai diventata parte integrante del paesaggio urbano di Siracusa. Si trova alla fine di viale Paolo Orsi, all’altezza con la rotatoria all’incrocio con corso Gelone e viale Teracati. Da quasi quattro anni sta lì, a “chiudere” il varco creato da un’auto pirata sbattendo contro il muro di cinta dell’area alle spalle di Casina Cuti. Nessuna traccia di quell’anno quattro anni fa. E nessuna traccia di lavori per recuperare quella porzione di muro quasi 48 mesi dopo. E dire che la zona è densamente frequentata, turistica e sotto vincolo della Soprintendenza.
Ma il bello – o il brutto – di questa vicenda è che a nessuna istituzione pare nemmeno interessare risolvere l’indecoroso guasto. Non c’è neppure rimpallo di responsabilità tra Soprintendenza e Comune. Per tutti può anche andare avanti così. Decorosamente. La scritta “Comune di Siracusa” sulla transenna lascia intendere che gli uffici siano al corrente della situazione. La recinzione in ferro, divelta, è ancora lì, poco distante, in mezzo alle sterpaglie. Arrugginita come quella tutto attorno alla grande area che doveva diventare anche terminal di bus e giardino ortobonatico. Quest’ultimo, piano piano, vede la luce grazie allo sforzo di un privato. Si dovrà chiedere ad un privato anche di intervenire per riparare quasi quattro anni dopo quel muro abbattuto? Ai volontari? O si può confidare in una azione sinergica tra istituzioni per un intervento tardivo ma comunque apprezzabile? Giusto per rompere quel luogo comune secondo cui quando qualcosa cade o si danneggia, se è pubblica, difficilmente tornerà in piedi.

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