• Siracusa. L’affondo del M5S, il Comune “sperpera a Natale 21.000 euro dei siracusani”

    Altro che a Natale si diventa tutti più buoni. Uno dei simboli per eccellenza delle feste, l’albero di Natale, diventa terreno di scontro politico. Ad accusare il Comune di Siracusa di spese lievitate per negligenza ed incuria è il Movimento 5 Stelle. Che fa i conti: oltre 21.000 euro spesi per due alberi di Natale, tra piazza Duomo e viale Tisia, seguendo criteri non sempre trasparenti.
    Si parte dall’albero led installato in piazza Duomo ed affittato per oltre 15.000 euro. “Lasciando da parte il lato estetico, da prendere in considerazione è il possibile sperpero di denaro pubblico. Con determina dirigenziale è stata impegnata la spesa di 15.372 euro compresa Iva per noleggiare fino all’Epifania quell’albero – spiegano i pentastellati – ma perché invece non è stato fatto un avviso pubblico o un concorso di idee per scegliere l’albero e soprattutto in base a quali parametri è stata fissata la cifra del noleggio?”. L’interrogativo ci sta tutto, in assenza di criteri noti per la valutazione della spesa e dopo anni in cui si è seguita per tutto o quasi la via della procedura pubblica e trasparente. Ma non finisce qui per i 5 Stelle, che fanno emergere anche come con una seconda determina dirigenziale siano stati spesi altri 6.000 euro per trasporto, montaggio e smontaggio dell’albero tortile in viale Tisia. Somme necessarie soprattutto perchè “la struttura di tale albero interamente realizzato in legno – si legge nel documento pubblico – è rimasta per tutto il tempo esposto alle intemperie ed è quindi necessario prima del montaggio procedere ad una radicale pulizia”.
    Il dubbio del Movimento 5 Stelle è che allora “l’albero di piazza Duomo non sia lì per una scelta estetica dell’amministrazione, ma perché si è dovuto rapidamente procedere alla sostituzione dell’albero in legno che si era rovinato in quanto custodito in malo modo. La domanda sorge spontanea, a chi dovrebbero essere attribuite le responsabilità di tale incuria? Non lo sapremo forse mai – la chiosa – l’unica cosa che si sa per certo è chi paga, ovvero, i siracusani”.
    L’albero tortile in legno fu scelto nel 2014 tramite un concorso di idee che (dichiarazione del tempo) “doveva contribuire a consolidare un modello culturale basato sulla sostenibilità applicando l’idea di riciclo creativo in campo artistico e tecnologico”. Alle casse del Comune costò 15 mila euro (il concorso, ndr). L’assessore Italia affermò che “ci aspettiamo idee che siano non solo belle e sostenibili ma capaci di dare alla città il respiro internazionale che merita”.
    Ma dopo “nessuno dell’amministrazione si è preoccupato che l’albero fosse conservato in maniera adeguata in questi mesi e solo a pochi giorni del Natale si è deciso di spendere altri 6.193,78 euro per rimetterlo in sesto e montarlo in Viale Tisia”, la nota critica dei pentastellati.
    “Se il Comune ha fatto una delibera per ripulire l’albero di proprietà, per quale motivo è servito affittare un altro albero? Quello in legno non poteva essere rimontato, visto il periodo di grave crisi economica? Si rimane in attesa di qualche risposta concreta agli interrogativi posti. Per il momento, si può’ sostenere che, tra vecchio e e il nuovo albero, si siano spesi complessivamente oltre 21 mila euro di denaro pubblico a causa della negligenza e dell’incuria da parte dell’amministrazione”.Replica il vice sindaco, Francesco Italia. “Dopo anni in cui per l’albero di Natale in piazza Duomo si spendevano non meno di 40mila euro l’anno, già dal 2013 la nostra amministrazione ha cambiato totalmente rotta e, oltre ad aver abbattuto drasticamente i costi, ha promosso iniziative sostenibili all’insegna del riuso-ricorda- L’Albero Tortile è stato riutilizzato nei 4 anni successivi alla realizzazione ed appare normale che avesse bisogno di manutenzioni. Sarà comunque mia cura valutare se una negligente custodia da parte dei responsabili ne abbia aggravato le condizioni”. Riguardo all’albero di piazza Duomo, Italia sostiene: “Alcuni hanno apprezzato, altri no. Ma questo, si sa, fa parte del gioco quando si decide di scegliere invece di stare a guardare tentando di rosicchiare consensi”.

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