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Siracusa. Ultimo atto del primo giorno di Lucia nella sua città: la Basilica al Sepolcro. La gallery

santa lucia borgata

In tarda serata si è conclusa la lunga giornata siracusana di Santa Lucia. La techa con il corpo della martire siracusana è giunta nella basilica al sepolcro, in Borgata, accolta anche da qualche striscione di benvenuto all’esterno. I portatori – nel cammino si sono alternate forze dell’ordine, forze armate e berretti verdi – hanno adagiato le spoglie della Patrona sull’altare della chiesa a lei dedicata, proprio sotto il simulacro in argento che era condotto in processione il giorno prima. E’ stato l’ultimo atto di una giornata ricca di emozioni vissuta a ciglio asciutto solo da pochi siracusani. Migliaia le presenze lungo tutto il cammino, dal piazzale del pantheon alla Borgata.
Fino alle 21.30 il corpo di Santa Lucia era al Santuario della Madonna delle Lacrime dove era stato condotto in processione attorno alle 19. Una lunga celebrazione, officiata dal Patriarca di Venezia, ha suggellato una volta di più il rapporto ritrovato tra le chiese di Venezia e Siracusa. Adesso la parte conclusiva di questa prima giornata siracusana di Lucia. Il corteo raggiungerà la basilica al Sepolcro della Borgata e qui le spoglie mortali della patrona siracusana trovano ad attenderle il simulacro argenteo della Santa.
Festosa l’accoglienza tributatale dai fedeli siracusani. All’ingresso nell’area del Santuario un autentico fiume umano ha accompagnato le teca in cristallo con il corpo della patrona siracusana, subito dopo la sentita sosta all’ospedale Umberto I. Qui il direttore generale dell’Asp, Salvatore Brugaletta, ha omaggiato la Santa di un mazzo di rose bianche mentre i bambini liberavano in aria palloncini rossi.
“Liberate i sentimenti”. Con queste parole, alle 16,08 minuti, Don Salvatore Arnone ha annunciato l’arrivo, al piazzale del Pantheon, del corpo di Santa Lucia. Le spoglie della Patrona, a bordo di un mezzo che l’ha condotta nel capoluogo da Catania, dopo il volo della polizia di Stato partito da Venezia e atterrato a Catania, sono state accolte da una moltitudine di fedeli, in migliaia oltre le transenne gialle appositamente allestite. In molti hanno atteso l’arrivo di Santa Lucia fin dalla tarda mattinata. Le spoglie, coperte da un drappo verde, sono state condotte, a spalla, da alcuni poliziotti fino al centro della scalinata dal Pantheon, in due delicati passaggi. Ad accoglierla, il sindaco, Giancarlo Garozzo, che ha parlato di “un legame solido, sperimentato quotidianamente, che si estrinseca ancor meglio in questi giorni di festa. Oggi- ha detto il primo cittadino- come e più di dieci anni fa, questi sentimenti sono particolarmente intensi. Lucia ha deciso di donare i suoi beni ai poveri, per un Bene più alto. La nostra Patrona di indica la strada e ci chiede di guardare oltre noi e oltre il nostro microcosmo. La Martire ci chiede di essere accoglienti, fratelli e sorelle di stranieri, poveri, all’insegna dell’amore, che si sia laici o credenti”. Poi, il primo momento di preghiera, affidato, come un decennio fa, a Don Arnone. Subito dopo le parole dell’arcivescovo, Mons. Salvatore Pappalardo. “La nostra Santa Lucia giunge tra noi come pellegrina e messaggera di liete notizie – ha detto – messaggera, con il suo martirio, dell’amore di Gesù e della speranza del Vangelo. Ci porta la luce che ha illuminato la sua vita e l’ha resa forte nella dura prova del martirio. Santa Lucia ha attinto in Dio la sua forza e ci indica dove attingere la nostra forza, per non soccombere nelle difficoltà e nelle sofferenze che la vita non risparmia a nessuno e per essere coerenti con le esigenze del Vangelo in cui ha creduto”.  Intorno alle 16,30, il via alla processione che si snoda attraverso corso Gelone e con una sosta all’ospedale “Umberto I”, per poi raggiungere il Santuario della Madonna delle Lacrime, dove il Patriarca di Venezia celebrerà la messa prima di riprendere il cammino fino nella Basilica di Santa Lucia, dove si trova già da ieri il simulacro arrivato ieri sera, al termine di una partecipatissima processione. Proprio il Patriarca di Venezia ha parlato brevemente con i giornalisti qualche istante prima che la processione partisse.  Mons. Moraglia ha ricordato la figura di Lucia, “una giovane donna che ha saputo resistere ad una cultura che l’avrebbe condotta su un’altra strada. Lucia diventa un simbolo importante per la nostra società, che ha bisogno delle donne e dei giovani.  Santa Lucia appartiene alla Chiesa – ha sottolineato il Patriarca di Venezia – a chi ha fatto riferimento all’eventualità che il corpo torni definitivamente nel capoluogo. E c’è la gioia di questo scambio costante tra le chiese, la gioia di potere comunicare, Venezia con Siracusa, attraverso e nel nome della Santa. Poi ogni storia ha i suoi tempi- ha aggiunto- Per il momento penso che la condivisione di Lucia sia una ricchezza”.

Il grande giorno, quello dell’abbraccio con le sacre spoglie di Santa Lucia, è iniziato con l’arrivo, in tarda mattinata, del corpo della Patrona a Catania,  con un volo della polizia di Stato, all’aeroporto “Fontanarossa” da Venezia, accolte nella cappella dello scalo etneo. Presenti, tra gli altri, il patriarca di Venezia, mons. Francesco Moraglia, il vicario generale dell’Arcidiocesi di Siracusa, mons. Sebastiano Amenta, il prefetto di Catania, Maria Guia Federico, il comandante provinciale dei Carabinieri di Catania, colonnello Alessandro Casarsa, il direttore dell’Enac di Catania, Vincenzo Fusco, il presidente della Sac, Salvatore Bonura, e l’amministratore delegato, Gaetano Mancini,insieme al dirigente della Polizia di Frontiera, Carmela Lorefice. Successivamente, il trasferimento a bordo di un pulmino, scortato dalle forze dell’ordine, fino a Siracusa, al piazzale del Pantheon. Da domani a sabato prossimo, 13 vescovi si alterneranno nelle celebrazioni e sabato 20, per la prima volta, il simulacro di Santa Lucia e le sue sacre spoglie saranno in processione insieme per l’Ottava della festa. La celebrazione del cardinale Paolo Romeo, arcivescovo di Palermo, chiuderà domenica 21 sera le commemorazioni.

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