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Siracusa. L’incerto futuro della Provincia Regionale. Riforma o si vota? Il giallo dei siracusani “assenti” all’Ars

palazzo dei normanni

La riforma sbandierata alla fine non c’è. Le Province Regionali resuscitano, altro che proroga dei commissari e più tempo per il passaggio ai liberi consorzi dei Comuni. Gli enti territoriali che il governo Crocetta voleva eliminare per garantire risparmi potrebbero, ora, invece clamorosamente tornare sulla scena. E questo dopo il voto segreto in aula a Sala d’Ercole con cui è stata soppressa la proroga per sei mesi dei commissari. Trentadue i voti favorevoli al rinnovo dei commissariamenti, trentatre quelli contrari. E adesso si potrebbe persino profilare un ritorno alle urne per scegliere i nuovi presidenti e i nuovi consiglieri delle Province Regionali siciliane. L’idea di dire no nalle proroghe e di spingere per il ritorno al voto è partita dalla Lista Musumeci  ed è poi stata “sposata” da tutti  i partiti di opposizione, ad eccezione del Movimento cinque stelle. Polemiche accese attorno ai 25 deputati risultati assenti in aula al momento del voto, alcuni della maggioranza, nonostante risultassero presenti e con il badge inserito. Come nel caso dei deputati Udc, tra cui il neo-parlamantare supplente siracusano, Edy Bandiera, subito al centro di un caso politico con il suo partito tecnicamente alleato di Crocetta. Ma anche l’augustano Coltraro (Lista Crocetta) e Enzo Vinciullo (Pdl – Ncd). Gli altri “assenti” al momento del voto:  Arancio (Pd), Assenza (Pdl), Barbagallo (Pd), D’Agostino (Udc), Digiacomo (Pd), Fazio (Misto), Fiorenza (Pds-Mpa), Fontana (Pdl), Forzese (Drs), Germanà (Pdl), Grasso (Grande Sud), Laccoto (Pd), Lo Giudice (Drs), Lombardo (Pds-Mpa), Nicotra (Articolo 4), Panepinto (Pd), Ragusa (Udc), Raia (Pd), Siragusa (Movimento cinque stelle), Tamajo (Drs), Turano (Udc), Venturino (Misto). I deputati Udc hanno parlato di un guasto “tecnico” che avrebbe reso loro impossibile votare, in particolare Bandiera e D’Agostino. Una “sfortuna” tecnologica su cui alcuni ironizzano – e accusano –  a Palermo. Non è, infatti, un mistero che i deputati di centro avessero mostrato forti perplessità verso  la proroga, anche prima del voto.
Il ritorno alle urne non è comunque scontato per le Province Regionali. Secondo il presidente dell’Ars, Ardizzone, il governo ha comunque 45 giorni di tempo per “varare” una legge annunciata a maggio ma ancora ferma in Commissione Affari Istituzionali. Di fatto, però, dal primo gennaio non si sa chi è alla guida di quegli enti. Senza rappresentanza politica e senza commissari.

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