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Siracusa. L’incidente di via Bartolomeo Cannizzo: i primi soccorsi, le parole e le domande sulla dinamica

incidente formosa

Alessandro è un ragazzo siracusano, tornato in città dopo qualche anno di lavoro fuori. Il destino ha voluto che lo scorso 21 aprile si trovasse in via Bartolomeo Cannizzo, teatro dell’incidente stradale poi costato la vita al 16enne Renzo Formosa. Alessandro è uno dei primi soccorritori.
Renzo è disteso sull’asfalto. Con sangue freddo, Alessandro si avvicina. C’è anche un medico in zona e lui, ex soccorritore, sa comunque il fatto suo. Inizia a parlare con Renzo. E’ cosciente, lo incoraggia a resistere. I soccorsi stanno per arrivare. “Non avere paura, andrà tutto bene”, gli ripete. Intorno l’agitazione è palpabile. Alessandro prova a isolare Renzo dal panico tutto intorno a lui. L’ambulanza arriva, ma quello purtroppo non sarà che l’inizio di un incubo vissuto col fiato sospeso da tutta la città, nonostante i grandi sforzi dei medici per strappare quella vita alla morte.
Alessandro saluta Renzo, “con la speranza di rivederti” scriverà qualche giorno dopo su facebook. “Non ti conoscevo, mi hai lasciato un grande vuoto dentro”, il pensiero indirizzato a quel ragazzino “conosciuto” tra sangue e asfalto. Così forte e tenace da rivolgere un cenno con il pollice alto alla mamma, in ospedale, mentre entra in terapia intensiva, raccontano alcuni.
In tutta questa vicenda, c’è una seconda famiglia dilaniata dal dolore. E’ quella del 23enne indagato per omicidio stradale dalla Procura di Siracusa. Non escono quasi più di casa. Lui aveva la patente da poco più di un anno, ma la copertura assicurativa era scaduta da due giorni.
Un consulente esterno ricostruirà l’esatta dinamica dei fatti. Al vaglio, alcune testimonianze di chi ha assistito alla scena. La domanda principale a cui dare risposta è perchè l’auto, una Panda, abbia invaso la corsia di marcia su cui si stava spostando Renzo a bordo del suo scooter. E’ possibile che un altro scooter gli abbia tagliato la strada o si sia immesso da destra costringendolo ad una brusca sterzata ed alla perdita del controllo del mezzo? Era distratto dal telefonino? La velocità era sostenuta?

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