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Siracusa. “Lite” sulle tasse. La versione di Garozzo

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Sul fronte tributi – locali più di nome che di fatto – si accavallano pareri e interpretazioni. Da Roma al Consiglio Comunale di Siracusa, rimbalzano polemiche e accuse. Dopo il rischio mini Imu – scongiurato – il sindaco aretuseo, Giancarlo Garozzo, “rimprovera” l’opposizione. “Per tre lustri hanno amministrato questa città e ora improvvisamente producono un continuo valzer di dichiarazioni che generano tensioni inutili e che all’esterno, in città e tra la gente, creano un allarmismo che non ha ragione di esistere. Sono francamente dispiaciuto”. E Garozzo rivendica l’azione responsabile della sua giunta verso i siracusani. “Questa Amministrazione non li ha penalizzat. Anzi, ha rinunciato alla discrezionalità che lo Stato, in alcuni ambiti dell’imposizione fiscale, ha concesso agli Enti locali. Ed ancora: per la prima volta, dopo tre anni, il Comune ha un bilancio in equilibrio, circostanza che non comporterà alcun rilievo da parte della Corte dei Conti ed eviterà sgradevoli sorprese per il 2014″. Poi aggiunge: “Abbiamo guardato con attenzione alle fasce sociali più deboli, abbiamo previsto tutte le esenzioni possibili, abbiamo ridotto al massimo laddove c’era la possibilità di farlo. Così i siracusani non pagheranno l’Imu sulla prima casa, mentre per le seconde la formula del comodato d’uso gratuito viene incontro a tante situazioni comuni a molte famiglie. L’aver posto il limite del valore Isee pari a 17mila euro non possiamo farlo passare come una beffa:  va visto invece come un paletto giusto, finalizzato ad eliminare lo spiacevole rischio dell’elusione che è un raggiro ai danni dei contribuenti onesti”. Garozzo interviene anche sulla Tares, visto che “si sapeva che il passaggio dalla Tarsu a questa nuova imposta non avrebbe portato ad un’automatica riduzione dell’imposta, atteso che l’Italia si è dovuta adeguare alla normativa europea molto severa al riguardo e che prevede un’imposizione del 100% a carico del cittadino”; mentre sugli oneri di urbanizzazione annuncia una “serena e seria riflessione per giungere in tempi molto rapidi a soluzioni che possano permettere la ripresa del comparto edile”.  Per il prossimo anno, inoltre, il sindaco annuncia che “il transitorio regime della Tares potrebbe essere ulteriormente rivisto al ribasso attesa la spending review avviata dall’Ente, mirata a ridurre le spese, razionalizzando i servizi”.  Ultimo spunto per la neo istituita tassa di soggiorno che “non graverà affatto sui siracusani che anzi potranno beneficiare della sua destinazione al miglioramento di alcuni servizi. La tassa di soggiorno è un segnale di maturità culturale che permette a Siracusa di conseguire un risultato concreto dalla sua grande vocazione turistica. Tutte le città del mondo ce l’hanno, il fare polemica su questo è strumentale e costituisce, questo sì, un freno al suo sviluppo e alle sue potenzialità”.

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