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Siracusa. Mensa scolastica, il caso Raiti. “Troppo clamore, ma si faccia chiarezza”

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Undici presidenti di Consiglio di altrettanti istituti comprensivi prendono le distanze dall’iniziativa di alcuni genitori di bambini che frequentano la Raiti. Nei gironi scorsi hanno chiesto con una lettera aperta l’intervento dei Nas e delle autorità sanitarie per verificare la qualità dei cibi serviti nelle mense scolastiche. “Siamo perplessi nei confronti di questa campagna che appare slegata da quanto prodotto in questi mesi di
riunioni e confronti avviati tra amministrazione comunale, dirigenti e, soprattutto,
rappresentanti dei genitori”, si legge in una nota inviata anche al sindaco.
“In piena sinergia con i Dirigenti scolastici, gli istituti hanno nominato al proprio
interno i referenti per il servizio di refezione. Un insegnante e due genitori, in molti
casi affiancati anche dagli stessi Presidenti di Consiglio, operano quotidianamente
controlli sulla qualità, quantità e gradimento dei pasti serviti. Dall’inizio dell’anno, grazie alla rete di contatti quotidiani e alle segnalazioni dei genitori, si è proceduto a qualche aggiustamento negli alimenti. Un percorso che, ne siamo ben consapevoli, appare difficile e lungo”.
Quanto al caso segnalato, presunta presenza di insetti nella pasta, “l’episodio non è stato gestito secondo procedura tanto che, a quanto si legge e si ascolta dalle parole di alcune rappresentanti, l’anomalia sarebbe stata segnalata dopo diverse ore, sconosciuta agli stessi genitori e resa pubblica alcuni giorni dopo. Una comunicazione distorta, indotta probabilmente dalla mancanza di prove (vedi piatto e/o fotografie dello stesso), sta ingenerando un effetto negativo su molte famiglie e, soprattutto, sul lavoro degli organismi collegiali impegnati ogni giorno”.
Alla Dirigente dell’Istituto Comprensivo Raiti gli undici presidenti di consiglio scolastico chiedono di “dichiarare ufficialmente la loro posizione sulla vicenda”, visto che non c’è stata possibilità “di una condivisione e di una informazione diretta e piena della vicenda”.

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