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Siracusa. Nuovo ospedale all’ex manicomio, “si” trasversale in consiglio comunale

consiglio comunale

Con 21 si, 5 no e 2 astensione passa, in consiglio comunale, l’emendamento presentato da Franco Formica in merito alla scelta dell’area su cui realizzare il nuovo ospedale. La scelta è ricaduta sull’ex Onp, alla Pizzuta. Idea già emersa in commissione Urbanistica, diversa rispetto alle tre aree indicate precedentemente dagli uffici e comunque “bocciata” dall’Asp. Ci sarebbe, inoltre, un vincolo della Soprintendenza. “Saltano”, quindi, le proposte che parlavano di viale Epipoli, già prevista nel piano regolatore generale; contrada Tremmilia, in una zona destinata a edilizia economica e popolare; contrada Pantanelli, nel posto che, secondo il Prg, dovrebbe ospitare il nuovo stadio. Per la prima si sarebbe dovuto procedere al rinnovo del vincolo, scaduto nel 2012, e all’esproprio dei terreni; non sarebbe stato così per la altre due e non sarà così nemmeno per l’area ex Onp, secondo quanto emerso nel corso del dibattito in aula. Le prima battute del dibattito sono state all’insegna della tensione per uno scontro tra Salvatore Castagnino e Gaetano Firenze. Il primo non ha gradito di essere stato interrotto polemicamente dal secondo nel corso di un intervento e ha abbandonato l’aula in segno di protesta. Castagnino, rientrato dopo qualche minuto, aveva espresso la sua contrarietà a soluzioni alternative a quella già prevista nel Prg: vero è che i vincoli sono scaduti, aveva sostenuto, ma la destinazione d’uso dell’area di viale Epipoli è confermata. Il consigliere criticava in particolare l’iter seguito ritenendo che fosse prima necessario procedere con una variante al Prg per non incorrere nei rischi di nullità dell’atto.Sempre in via preliminare, Cetty Vinci ha ritenuto che la proposta non fosse trattabile perché irregolare, citando un parere del dirigente dell’avvocatura comunale, Salvatore Bianca, sul fatto che proposta in discussione conteneva tre soluzioni invece di una; contestazione questa ripresa anche da Salvo Sorbello che ha chiesto l’acquisizione agli atti del parere dell’avvocatura.A questi rilievi hanno replicato il presidente del consiglio comunale, Santino Armaro, (“i pareri di regolarità tecnica e contabile apposti alla delibera la rendono di per sé trattabile”), e il segretario generale, Danila Costa, secondo la quale le perplessità dell’avvocato Bianca sono state superate dall’ultima relazione tecnica degli uffici che, ha spiegato, hanno fornito tutti gli elementi utili a scegliere l’area più idonea per il nuovo ospedale. Per il segretario generale, i pareri di regolarità assorbono il problema della legittimità.Nel merito della proposta, il primo ad intervenire è stato il sindaco, Giancarlo Garozzo, che ha rivendicato la decisione dell’Amministrazione di lasciare libertà di scelta al Consiglio e motivando così la presentazione di una proposta con tre soluzioni. Per il sindaco, gli uffici hanno “messo a disposizione tutti gli elementi per decidere, offrendo anche la possibilità di effettuare 15 milioni di economie se fosse stata scelta una delle soluzioni alternative a viale Epipoli”.

Alberto Palestro ha manifestato l’intenzione sua e del suo gruppo di arrivare a una decisione riferendo poi la controindicazioni espresse, in sede di commissione, dai tecnici del Genio civile e della Soprintendenza ai beni culturali rispetto alle aree di Tremmilia (dove ci sono dei vincoli) e di Pantanelli (per la situazione idrogeologica). Palestro ha manifestato la sua preferenza per l’area di viale Epipoli non senza prima avere manifestato la sua contrarietà per la decisione di presentare all’aula tre soluzioni e non una.
Ha parlato di “decisione difficile” Alessandro Acquaviva, per il quale sarebbe stato meglio contestualizzare la scelta dell’area in una programmazione urbanistica più ampia. Il consigliere ha allora proposto di completare il dibattito ma di sospendere il voto rinviandolo ad un’altra data, dopo avere consultato tutti gli altri enti coinvolti nel progetto del nuovo ospedale.
Il primo a recuperare la proposta dell’area ex Onp è stato Firenze, seguito poi da Elio Di Lorenzo e Antonio Moscuzza. Per Firenze la decisione non era più rinviabile e l’area dell’ex manicomio ha il pregio di non comportare esborsi per espropri. Altre soluzioni, ha concluso, possono sempre essere proposte presentando un progetto e una variante al Prg.
Poi ha preso la parola Formica per illustrare l’emendamento da lui proposto e che insiste prevalentemente su due punti: rispettare le indicazione per il nuovo Prg, volto a “limitare il consumo di suolo non urbanizzato attraverso il recupero delle aree e il riuso di edifici dismessi e/o sottoutilizzati o sottratti alla fruizione dei cittadini per la creazione di nuove centralità per attrezzature e servizi con particolare riguardo agli edifici pubblici”; la presa d’atto che la scelta di viale Epipoli comporterebbe l’esborso di somme per il reitero del vincolo scaduto nel 2012 e per gli espropri.
Nei successivi interventi, Castagnino e Palestro si sono detti contrari all’emendamento; Acquaviva ha riproposto il rinvio della decisione; Di Lorenzo ha detto che avrebbe votato favorevolmente a condizione che il documento non fosse caratterizzato come emendamento del Pd; favorevole si è detto Firenze mentre Enrico Lo Curzio e Massimo Milazzo si sono detti d’accordo la con proposta di rinvio. Se ci sarà da votare lo faremo, ha detto Milazzo, ma sarebbe auspicabile un approfondimento perché l’Amministrazione non ha messo gli uffici nelle condizioni di lavorare bene.
Prima del voto sull’emendamento e sul provvedimento, l’aula ha respinto la proposta di rinvio con 23 no, 4 astensioni e il solo sì di Acquaviva.

L’avvio della seduta, tuttavia, è stato dedicato ai residenti del villaggio Miano, presenti con una rappresentanza in aula in segno di protesta per i recenti allagamenti. A farsi portavoce delle loro istanze è stato Alberto Palestro, che ha annunciato il deposito di una richiesta di consiglio comunale aperto per la soluzione dei problemi di smaltimento delle acque piovane. Tutti a favore della proposta, con manifestazioni di solidarietà, sono stati gli interventi dai banchi (Castagnino, Lo Curzio e Francesco Pappalardo), mentre Sorbello e Firenze hanno evidenziato l’importanza di affrontare prima il bilancio di previsione all’interno del quale si possono trovare i fondi per le opere da realizzare.
Di diverso tenore l’intervento di Milazzo, che ha lamentato l’assenza dell’assessore alla Protezione civile per relazionare su quanto accaduto lo scorso fine settimana. Da parte sua, il presidente del consiglio comunale Armaro ha confermato di avere ricevuto la richiesta di seduta aperta e di volerla calendarizzare al più presto.
Sempre in fase preliminare, sono state sollevate alcune critiche sulla conduzione dell’assemblea. Sorbello ha criticato Armaro per la scelta degli argomenti portati in aula che non terrebbero conto dell’ordine cronologico; poi ha ricordato che alcune commissioni di fatto non lavorano da diversi mesi. Vinci ha stigmatizzato il fatto che nella capigruppo le proposte della minoranza non vengono mai accolte e ha criticato la mancata convocazione, da molti mesi, di una seduta dedicata al question time. Di Lorenzo, oltre a evidenziare l’assenza di quasi tutti gli assessori nonostante l’importanza della seduta, ha accusato il presidente di una conduzione non imparziale dell’aula.
Immediata la replica di Armaro che ha respinto le accuse. Il presidente, ha detto, non ha né il potere di nominare i presidenti delle commissioni né di sostituire i componenti, per i quali sono in attesa delle indicazioni dei gruppi. Quanto ai contenuti degli ordini del giorno, non li decide il presidente, che invece li concorda con i capigruppo.

Dopo il voto sull’area del nuovo ospedale è venuto a mancare il numero legale. Consiglieri di nuovo in aula stasera alle 18,30 per affrontare altri 4 punti: l’approvazione del Piano d’azione per l’energia sostenibile; la creazione del Tavolo istituzionale per la cultura dell’infanzia, proposto da Cristina Garozzo; un ordine del giorno sul Piano di utilizzo del demanio marittimo, proposto da Sorbello; un atto di indirizzo a firma di Cosimo Burti sui furti con la tecnica della cosiddetta “spaccata” subiti dai commercianti.

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