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Siracusa. Piano di zonizzazione acustica pronto, il caso di Ortigia e le diverse esigenze tutelabili

zonizzazione acustica

Il piano di zonizzazione acustica del Comune di Siracusa è pronto. L’ultima parola spetterà adesso al Consiglio Comunale che, con un iter spedito come il caso merita, potrebbe finalmente coprire un ritardo di almeno vent’anni.
Basti considerare che il piano di zonizzazione acustica viene considerato come strumento di riferimento anche nella redazione del piano regolatore generale, cioè nelle linee di sviluppo della città. Ma l’ultimo prg siracusano non tiene conto della zonizzazione acustica perchè – all’epoca – non predisposta seppur prevista.
A redarre il piano è stato il consulente di Palazzo Vermexio, Peppe Raimondo. Fondamentalmente, Siracusa viene divisa in 6 aree colorate. Ogni colore indica una diversa “soglia” di emissioni sonore, siano esse rumori, musica o traffico.
Si va dal verde – aree particolarmente protette e con emissioni da contenere in limiti stringenti, dove si trovano scuole, ospedali, parchi pubblici – al blu delle zone industriali (Targia). In mezzo il giallo delle aree residenziali (bassa densità di popolazione, moderato traffico veicolare e poche attività ristorazione/intrattenimento), l’arancione delle aree miste (traffico veicolare di attraversamento, densità di popolazione media, presenza di attività di ristorazione/intrattenimento) e il rosso delle aree ad intensa attività umana (alto traffico veicolare, elevata presenza di uffici, attività artigianali, aree portuali e locali ristorazione/intrattenimento). Nel piano di zonizzazione acustica del Comune di Siracusa c’è anche del fucsia, indica aree prevalentemente industriali con insediamenti produttivi e poche abitazioni (esempio: via Columba).
Particolare è il caso di Ortigia, il centro storico. Dove è sempre attuale il dibattito-scontro tra residenti e visitatori, tra chi vuole il divertimento ad ogni ora e chi vorrebbe riposare in casa. Il piano di zonizzazione acustica divide l’isolotto in tre zone: residenziale (es. Graziella e Giudecca), mista (es. piazza Duomo, via Cavour fino al via del Castello Maniace) e ad intensa attività umana (es Marina, Molo Sant’Antonio, zona Umbertina, via Roma). Si è cercato un complesso compromesso per garantire esigenze tutte legittime. Dal riposo notturno dei residenti alla volontà imprenditoriale. Un equilibrio non sempre semplice ma che adesso, grazie a regole certe e non opinabili, dovrebbe aiutare a risolvere criticità purtroppo attuali.
“E’ uno strumento necessario per far riuscire a far convivere attività e residenti”, spiega Giuseppe Raimondo. “Mi auguro che l’iter adesso sia breve e senza sconvolgimenti. Abbiamo accumulato troppo ritardo se si pensa che già nel 1997 si doveva applicare questo strumento”.

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