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MCDONALD 03-2018

Siracusa. Politiche culturali: come può un Comune non intervenire sul degrado alla Neapolis?

anfiteatro chiuso

Degrado al parco archeologico della Neapolis. I turisti segnalano le brutture all’interno di una delle aree gioiello di Siracusa. Un problema di ritorno, che investe l’anfiteatro romano e il suo sentiero costato oltre un milione di euro inaugurato e poi chiuso quasi subito. Mentre tornano le erbacce infestanti e l’ingresso della via dei sepolcri sbarrato con tavole di legno, a due passi dal teatro greco. Senza dimenticare poi il castello Eurialo chiuso alla visite da agosto.
Gli uffici preposti a Siracusa, ovvero la direzione del polo museale, si vedono costretti a scaricare la colpa su Palermo: dall’assessorato regionale ai Beni Culturali non arrivano fondi per i progetti. E la corsa per l’autonomia del parco archeologico – autonomia gesitonale e finanziaria da una regione matrigna – pare essersi arrestata dopo uno scatto durato il tempo di una campagna elettorale.
I consiglieri comunali di Siracusa, Salvo Sorbello e Cetty Vinci, hanno deciso allora di presentare una interrogazione comunale. “L’amministrazione è a conoscenza del grave stato di degrado in cui si trova il parco archeologico della Neapolis, per non parlare del Castello Eurialo, incredibilmente chiuso da svariati mesi?”, si chiedono i due esponenti dell’opposizione. Il Comune non ha una responsabilità diretta ma nulla vieta di interessarsi allo stato di preziose parti del territorio, anzi. Spesso una prudenza estrema evita di mettere il naso in casa d’altri, ovvero Soprintendenza e Polo Museale e dei Parchi. Ma vista la situazione, non sarebbe balzano sperare in un intervento da “garante di Siracusa” di sindaco o giunta, per “scuotere” un andazzo che non conosce ripresa e si arrotola indifferente delle critiche su se stesso.
“Sono davvero pesanti i commenti che tanti turisti postano anche su internet, dopo aver visitato i principali siti del parco della Neapolis”, si sfoga Salvo Sorbello. “In particolare, per l’Anfiteatro – conclude Vinci – dopo l’encomiabile pulizia svolta da un folto gruppo di volontari nella primavera scorsa, tutto è ripiombato nel degrado, impedendo la fruizione dei nuovi percorsi inaugurati due anni fa, che avrebbero dovuto rendere fruibile tutto il sito con passerelle e accessi riservati alle persone con disabilità, mentre appare spento anche l’innovativo sistema di illuminazione a led”.

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