• Siracusa. Presidio di attivisti in Prefettura: “riaprire i porti, accoglienza un dovere”. C’è anche padre Carlo D’Antoni

    “Aprite i porti! Restiamo umani” è lo slogan scelto per la manifestazione di questo pomeriggio a Siracusa. Alle 18.30 ci sarà un presidio di attivisti e volontari sotto la sede della Prefettura. “Ciò che sta accadendo in queste ore, in relazione alla scelta del Governo di impedire lo sbarco della nave Aquarius è gravissimo. La svolta in senso antiumanitario che si sta operando nel nostro Paese non ha precedenti”, spiegano. “La chiusura dei porti italiani alla nave Aquarius e alla Sea Watch 3, annunciata dal ministro Salvini, è una soluzione inaccettabile”, aggiungono a più voci.
    Attraverso il prefetto Castaldo, rappresentante sul territorio del governo, chiedono che vengano riaperti immediatamente i porti italiani e che ad essere protette siano le persone, non le frontiere. A promuovere il sit in sono diverse associazioni: Arci, Arciragazzi 2.0, Accoglierete, Gruppo Italia 85 di Amnesty International, Astrea in memoria di Stefano Biondo, Emergency, Legambiente, Rete della Conoscenza , Unione Degli Studenti, Stonewall, Zuimama Arciragazzi, Rete Degli Studenti, Centro Pio La Torre.
    In prima linea c’è anche la parrocchia di Bosco Minniti, con padre Carlo D’Antoni da sempre in prima linea nell’accoglienza. “La decisione di chiudere i porti italiani per non permettere l’arrivo di navi piene di disperati è rivoltante e incivile. Ma ci stiamo davvero allineando al peggio che c’è in Europa e nel mondo?”, si domanda proprio il prelato che ha aperto le porte della sua chiesa ai migranti. “E’ riprovevole come Salvini baratti la vita delle persone per un pugno di voti in più. E’ indecente quando parla di cose serie come se si trovasse in un’osteria con quattro amiconi. Già qualcuno, giocando e recitando, nel passato ci ha portato allo sfascio totale”, aggiunge padre Carlo in una nota apparsa sui social network.

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