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Siracusa “presta” il suo mare per TrivAdvisor, la provocatoria campagna di GreenPeace

siracusa

Si chiama TrivAdvisor ed è la nuova campagna online di Greenpeace. Parafrasando un famoso portale di viaggi, l’associazione ambientalista ha immaginato – a mò di provocazione – il destino che attenderebbe i mari italiani in preda a massicce campagne di ricerca petrolifera: un’invasione di piattaforme e trivelle, con rischi elevatissimi per l’ambiente, il turismo, la pesca sostenibile. Tra le sei foto choc una dedicata a Siracusa, con una piattaforma per trivellazioni in preda ad un incendio e quasi inabissata a pochi metri dalla costa del Plemmirio.
In pochi giorni Greenpeace ha raccolto oltre 23.000 “no” alla petrolizzazione dei mari in pochissimi giorni. Tante sono le firme raccolte online.
Su TrivAdvisor si possono leggere alcune “recensioni” paradossali (datate a un ipotetico 2020) di alcune tra le località più famose e amate dei nostri litorali: un turismo al contrario, in cui si va al mare per ammirare sversamenti di petrolio, cetacei spiaggiati e trivelle in azione, per godersi paesaggi deturpati o per ascoltare le deflagrazioni degli airgun. Le finte recensioni sono accompagnate da immagini di queste stesse località in cui, grazie a tecniche digitali, Greenpeace ha simulato come potrebbe cambiare il paesaggio con la presenza di piattaforme petrolifere al largo delle coste.
“L’intento parodistico della nostra campagna è evidente. Ma le ragioni e gli obiettivi per cui l’abbiamo lanciata sono invece serissimi”, dichiara Andrea Boraschi, responsabile della campagna Energia e Clima di Greenpeace. “In queste settimane il Ministero dell’Ambiente è impegnato a emettere una raffica di decreti di compatibilità ambientale con cui concede ai petrolieri aree marine pregiatissime, ed eccezionalmente estese, per la ricerca o la produzione di idrocarburi. Quello del governo Renzi è un vero e proprio assalto alle coste italiane. Ma si sa che gli apprendisti stregoni finiscono spesso per scatenare reazioni che poi non sono in grado di controllare, e che gli si ritorcono contro”.

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