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Siracusa, Priolo e Augusta: ritorna il fenomeno dei miasmi. Servono nuove norme e rilevamenti capillari

puzza

Ritorna il fenomeno dei “miasmi”, quell’odore particolarmente acre che rende pesante l’aria del siracusano. Nella prima mattina di domenica la fase più acuta, con decine di segnalazioni dalla zona alta di Siracusa, Priolo ed Augusta. Replay anche nelle prime ore di questa mattina.
Tra rilevazioni, dati e analisi parziali vengono sempre con maggiore frequenza indicati come responsabili gli idrocarburi non metanici. Ma in assenza di riscontri esatti è quasi impossibile stabilirne con esattezza l’origine al di là di un generico sospetto che porta a guardare alla vicina zona industriale. Ma senza una origine chiara diventa difficile capire come intervenire per contenere i miasmi.
Si invoca a più voci il potenziamento della rete di rilevamento provinciale. E si guarda al nuovo piano della qualità dell’aria come panacea di ogni male. Ma spesso le attese, a queste latitudini, finiscono deluse. Come quelle di norme precise a livello nazionale, dove le lacune sono ormai segnalate da decenni, con la stessa frequenza con cui vengono ignorate.

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