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Siracusa. Progetto Chirone: “La Stradale rivoluziona l’approccio con le vittime della strada”

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Si chiama “Progetto Chirone” ed è stato presentato nei giorni scorsi nella sala conferenze di Confindustria Siracusa. Si tratta di un’iniziativa della Polizia Stradale, con la supervisione scientifica della facoltà di Medicina e Psicologia dell’Università La Sapienza di Roma. Il dirigente della Stradale di Siracusa, Antonio Capodicasa ha introdotto l’incontro, a cui ha preso parte, tra gli altri, il Dirigente del Compartimento Polizia Stradale della Sicilia Orientale, Cosimo Maruccia. Il progetto prevede un più attento e consapevole approccio da parte degli operatori nei confronti delle vittime della strada. Un modo per costruire una “solidarietà più autentica e consapevole”.”Spesso -spiega Capodicasa- ci si è posti il quesito su come prepararsi a suonare un campanello che cambierà, in un attimo e per sempre, la vita di una famiglia a cui viene portata la notizia di un incidente mortale; come aiutare un genitore che non riesce neanche a riconoscere il corpo del proprio figlio per il grande dolore che sta provando; come alleviare la solitudine delle vittime mantenendo con loro un rapporto che le tenga informate dell’evoluzione (anche giudiziaria) della vicenda dopo l’evento tragico. A queste e ad altre domande rispondono le linee guida del PROGETTO CHIRONE, che prende il nome dal Centauro più saggio e compassionevole della mitologia greca, medico ed educatore sempre pronto a soccorrere il prossimo anche a rischio della propria vita; linee guida costruite sulla base delle tante esperienze drammatiche, vissute dai poliziotti e vittime, per costruire, anche dagli errori, una solidarietà più autentica e consapevole”. A parlare agli operatori, Stefano Giarneri, primo firmatario della legge sull’omicidio stradale e presidente dell’associazione onlus “Lorenzo Guarneri”, nata in ricordo del figlio, vittima di un incidente stradale legato a un’invasione di corsia da parte di un conducente che guidava sotto effetto di alcol e droga”. Intervento anche del dirigente dell’area dipendenze patologiche dell’Asp, lo psicoterapeuta Roberto Cafiso, che ha evidenziato come il poliziotto della Stradale sia la prima persona che la vittima incontra. “pertanto, la qualità del suo intervento ha un’importanza decisiva per evitare la cosiddetta “vittimizzazione secondaria” (cioè l’esposizione ad esperienze che amplificano le conseguenze tragiche di quanto già accaduto), per guadagnare la fiducia e la collaborazione, fondamentali nella ricostruzione dell’evento, e per contenere il senso d’insicurezza provocato dalle morti violente in tutta la comunità coinvolta”. La responsabile dell’Ufficio Infortunistica della Polizia Stradale, Daniela Forte ha focalizzato gli aspetti pratici e immediati del progetto.

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