• Siracusa. Prospettiva di vita alla nascita: 81,4 anni. Quasi tre anni meno che a Firenze

    La salute non è uguale per tutti. Anche il posto dove si risiede diventa “rilevante” per l’aspettativa di vita, insieme ad altri fattori come il livello di istruzione. Al nord si vive di più, al sud meno. Il divario è emerso dal nuovo focus sulle diseguaglianza di salute in Italia promosso dall’Osservatorio Nazionale della Salute nelle Regioni Italiane.
    La maggiore “sopravvivenza” si registra nel Nord-Est, dove la speranza di vita per gli uomini è 81,2 anni e per le donne 85,6; decisamente inferiore nel Mezzogiorno, dove si attesta a 79,8 anni per gli uomini e 84,1 per le donne. Caserta e Napoli le province con il maggiore svantaggio nella speranza di vita: oltre due anni meno rispetto alla media nazionale. Subito dopo ci sono le siciliane Caltanissetta e Siracusa con un “gap” di sopravvivenza di 1,6 e 1,4 anni
    Così, ad esempio, a Siracusa la speranza di vita alla nascita è oggi di 81,4 anni. A Firenze (la città più longeva) è di 84,1 anni.
    “Una forte diseguaglianza sociale che dovrebbe costituire una priorità per le nostre amministrazioni”, commenta il consigliere nazionale Anci con delega alla famiglia, Salvo Sorbello. “Bisognerebbe capire quali sono le cause che provocano questa rilevante differenza: scarsa prevenzione? Diagnosi tardive? Efficienza delle strutture sanitarie? Difficoltà economiche che impediscono cure efficaci? Fattori esterni come l’inquinamento? E mentre al Nord se hai conseguito un titolo di studio elevato vivi di più, da noi questa differenza non esiste. Servono quindi serie misure da parte del Servizio sanitario pubblico per contrastare queste inaccettabili iniquità sociali – conclude Sorbello – potenziando una cultura della salute che deve essere promossa dai primi anni di vita, combattendo l’obesità infantile e garantendo una tutela dall’inquinamento”.

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