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MCDONALD 03-2018

Siracusa. Raccolta differenziata, disperata esigenza: come cambiare subito?

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L’attuale emergenza rifiuti rende evidente a tutti come il modello per decenni perpetrato dalla Sicilia non sia più funzionale. Non a caso non lo segue quasi più nessuno. Non si può pensare di conferire tutto l’indifferenziato in discarica. Non si può pensare a non costruire termovalorizzatori. E soprattutto non si può non differenziare.
Conviene a tutti: ai Comuni che hanno meno costi di conferimento in discarica e guadagnano dalla vendita del differenziato. Conviene ai cittadini, che risparmiano di rimando sulla Tari.
La Sicilia è indietro. La differenziata non decolla, le gare si bloccano (come a Siracusa) e non si incentivano le piattaforme ecologiche. Ma non si può più perdere tempo. Cambiare ora per non affogare sotto l’immondizia domani.
E’ possibile farlo a Siracusa? L’affidamento del nuovo servizio – che finalmente dispone il passaggio alla differenziata – è fermo al palo. Tra ricorsi e controricorsi il cambiamento si ferma nelle aule di giustizia amministrativa. E riparte dall’Urega.
Ma un Comune, che gestisce e copre interamente in toto il servizio con la Tari, può forzare la mano e disporre d’ufficio il cambiamento? Nello specifico, si può chiedere ad Igm che è il gestore in proroga su di un capitolato vecchio quasi 15 anni, di passare alla differenziata domani? A quanto pare no.
Ma la soluzione c’è. Si tratta sempre di una forzatura ma sarebbe nell’interesse di tutti. Perchè la Ambiente 2.0 – per alcune settimane affidataria provvisoria del nuovo servizio a Siracusa – si è fatta avanti. Ha scritto al Comune di Siracusa per dire, nè più e nè meno, che loro sono pronti subito a subentrare, nelle more del nuovo affidamento, e fare scattare la differenziata al costo già prospettato e comunque minore rispetto all’attuale canone mensile pagato da palazzo Vermexio.
I tecnici e i funzionari del settore Ambiente ci stanno seriamente pensando. La situazione chiede decisioni coraggiose. Il ritardo accumulato è tanto, il gap socio-culturale con il resto d’Italia anche.

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