• Siracusa. “Ripristinare la fiducia nelle istituzioni e nella magistratura”, De Benedictis condivide lo “sfogo” di Garozzo

    “Come sindaco, Giancarlo Garozzo sarà giudicato per gli atti e gli esiti della sua amministrazione. Ma ieri, nella sua veste istituzionale, è tornato con forza a porre il problema del rapporto tra politica e magistratura nella nostra città”. La presa di posizione del primo cittadino, che attraverso il suo profilo Facebook ha parlato a chiare lettere della magistratura, di quanto sta accadendo in questi mesi, delle sue perplessità in merito all’operato di alcuni magistrati, lascia strascichi e suscita reazioni. Una di queste è espressa dall’ex deputato regionale e in diverse occasioni candidato a sindaco, Roberto De Benedictis. “Non importano qui i fatti che lo riguardano, veri o presunti-sostiene l’ex parlamentare regionale- avranno il loro corso. Ma se ciascuno lascia da parte le proprie legittime posizioni “pro” e “contro”, la questione riguarda tutti. Il quadro che emerge dalle sentenze di questi mesi a carico di importanti esponenti della Procura, nonché dalle vicende che stanno interessando altri di essi, non ammette infatti partigianerie o letture strumentali, ma credo debba preoccupare la città nel suo insieme. Se una democrazia non può avere -questa la conclusione a cui De Benedictis giunge- la certezza piena ed assoluta della imparzialità della magistratura, se la sede della giustizia è attraversata da vicende e conflitti poco comprensibili, la stessa contesa politica perde infatti ogni verità ed ogni credibilità.
    Un problema gigantesco, non solo del nostro territorio. Ma qui noi viviamo”. Poi un passo indietro nel tempo. “In passato -ricorda il professionista siracusano- ci è capitato di osservare episodi che già allora mostravano i segni di uno sconfinamento etico e professionale dai propri ruoli da parte di alcuni magistrati. Così come mi trovai solo, o quasi, nel sostenere l’estraneità di Massimo Carrubba e Nunzio Perrotta a fatti che venivano loro contestati.
    Oggi di quei fatti conosciamo la verità. Sogno un momento in cui conosceremo la verità su molte altre vicende (a cominciare da quelle – plurale – dell’Open Land e dintorni). Così come attendo che lo Stato venga finalmente a mettere ordine in tutto questo, con l’autorevolezza che gli deriva dalla sua responsabilità”. Infine una sollecitazione: che si vada subito a “ripristinare la fiducia nelle istituzioni serve infatti, prima di tutto, a chi vi opera con lealtà. Questo, io credo, è lo sforzo a cui dovrebbe concorrere tutta la parte sana della città, indipendentemente dagli schieramenti di appartenenza. Perché sarebbe miope, ed autolesionista, credere di poter approfittare di certe anomalie per portare acqua al proprio mulino. Soprattutto in politica”.

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