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Siracusa. Scuola di via Asbesta, la complessa convivenza: la Giaracà dice no alla Archia. “Noi rispettiamo le regole”

scuola asbesta

Il Consiglio d’istituto del Giaracà ha rigettato la richiesta della dirigente dell’Archia con cui era stato chiesto “in prestito” un laboratorio al primo piano del plesso di via Asbesta. Avrebbe dovuto ospitare una classe dell’istituto Archia, una seconda media, ritrovatasi senza posto.
“Nella struttura di via Asbesta coesistono 3 istituti scolastici (Giaracà, Martoglio ed Archia) tutte assegnatarie di una parte di edificio. Ognuna con una propria autonomia, indipendenza e gestione”, spiega la presidente del consiglio d’istituto del Giaracà, Melania De Fecondo.
“Ogni istituto ha una sua capienza massima, ha un numero di aule stabilito ed in base a quel numero vengono determinate le classi. Nessuna scuola può quindi accogliere alunni in misura superiore alla propria capacità ricettiva, soprattutto per problemi di sicurezza”. Ecco perchè il laboratorio d’arte al primo piano non potrà “ospitare” i ragazzi della Archia.
“Rinunciare anche ad un solo laboratorio significherebbe tradire la fiducia che le famiglie hanno riposto nell’Offerta Formativa del nostro istituto, negandone la valenza educativa e culturale”, spiega ancora la De Fecondo. “Cedere un’aula significherebbe altresì dare inizio ad un circolo vizioso in cui ciascun istituto potrebbe accettare tutte le iscrizioni ricevute senza tener conto dei propri limiti e spazi di ricezione”, aggiunge.
Pertanto la querelle resta aperta. E si comprende che, dal punto di vista della Giaracà, la “colpa” è della dirigenza della Archia che avrebbe accolto un numero di iscritti superiore agli spazi effettivamente disponibili. “E non possiamo pagare noi lo scotto di scelte altrui”, spiega la presidente del Consiglio d’Istituto della Giaracà.
Nel 2006 venne già concessa – “soltanto per un anno” – un’ aula posta al pian terreno di via Asbesta, “ad oggi ancora utilizzata dall’istituto Archia, quale sala docenti. Potrebbero destinare quella ad aula, previo adeguamento operato dall’Amministrazione Comunale di Siracusa”, il suggerimento che parte dalla Giaracà.

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