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Siracusa. Sprar Aretusa, il centro migranti invisibile che ospita 36 stranieri e 8 operatori “fantasma”

centro accoglienza Sprar

Il centro per richiedenti asilo Aretusa, in contrada Spalla, è una casa di invisibili. Così si definiscono i 36 migranti ospitati nella struttura di fatto inagibile: niente pocket money, niente tirocini formativi, in attesa di un trasferimento. E così si definiscono anche gli operatori rimasti lì a lavorare, senza certezze per il presente ed il futuro ed un passato fatto anche di 15 mensilità arretrate.
Il Comune di Siracusa, responsabile del progetto di accoglienza gestito dalla cooperativa Luoghi Comuni di Acireale, si è pronunciato per la chiusura a causa delle inadempienze proprio della cooperativa sociale.
Ma non si potrà davvero chiudere fino a che il Ministero – già allertato dall’assessorato alle Politiche Sociali – non disporrà il trasferimento in altre strutture dei richiedenti asilo oggi in contrada Spalla.
Vivono in un centro alimentato da un gruppo elettrogeno che consuma litri e litri di gasolio. Gli operatori del centro, invece, si mobilitano con avvocati, sindacati, decreti ingiuntivi ed ispettorato del lavoro per tutelare il loro futuro occupazionale. Nella struttura prestano servizio 3 operatori, 2 ausiliari, un responsabile inviato da Catania, un’assistente sociale e un consulent. Mancano ormai da tempo le figure, pure richieste, dei mediatori culturali.
“Tutti dicono a parole di volere chiudere ma qua invece si va avanti come se niente fosse…”, confidano lontani dai microfoni e dai taccuini. Quasi come se nessuno, in realtà, volesse davvero porre fine alla loro agonia. Che viene scandita da decreti ingiuntivi.
“Se l’assessore Sallicano ha cambiato idea e non vuole chiudere più, lo dica. Nel caso opposto, si dia una mossa. Qua non ce la facciamo più così, meglio fermare tutto”.
Il responsabile delle Politiche Sociali conferma. “Nessun ripensamento, si chiude. Abbiamo messo in moto la procedure. Ma non possiamo chiudere e mettere i migranti in mezzo ad una strada, serve il provvedimento di spostamento del Ministero a cui ci siamo già rivolti”, spiega a SiracusaOggi.it.
Il centro Sprar Aretusa chiuderà quindi i battenti. Ma non il sistema dell’accoglienza a Siracusa. Sallicano anticipa infatti che entro l’estate saranno pubblicati avvisi per l’apertura di nuove strutture nel capoluogo. “Non meno di 4, sempre per richiedenti asilo e tali da garantire in totale adeguata accoglienza per almeno 200 migranti”, illustra l’assessore. E gli operatori che si ritroveranno senza lavoro? Impossibile inserire negli avvisi una sorta di clausola sociale. Rischiano di restare a spasso. “Sarebbe un peccato. Molti li conosco e sono validi professionisti. Di certo ci sarà il suggerimento del nostro assessorato di ricorrere ai loro servizi nei nuovi centri che si andranno ad aprile. Purtroppo di più non possiamo davvero fare”.

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