• Siracusa su La Stampa: nell'edizione online si celebra l'anguria locale

    Protagonista a sorpresa: l’anguria. Il quotidiano nazionale La Stampa dedica nella sua edizione online un lungo articolo a Siracusa ma il merito è tutto di quello che viene definito “il frutto più fresco dell’estate”. Per Eleonora Autlio che firma per Nexta il pezzo pubblicato a mò di focus, “l’anguria di Siracusa è un’ottima, e rinfrescante, compagna di viaggio per visitare la bella provincia siciliana con tutte le sue meraviglie cariche di storia e per riposarsi sulle sue splendide spiagge assolate”. Celebrata per il suo intenso colore verde che alterna striature di tonalità più chiare e più scure, per la polpa rosso vivo “punteggiata del marrone e nero dei semi” è uno dei prodotti inseriti nella lista dei Prodotti Agroalimentari Tradizionali riconosciuti dal Ministero delle Politiche Agricole, Alimentari e Forestali. Tutto merito dei “terreni sabbiosi di Siracusa” che rendono “l’anguria locale così speciale. L’influsso benefico del mare che rende il clima della città siciliana sempre asciutto e temperato fanno, invece, il resto. Il risultato è quello di un frutto dalle numerose proprietà e dal ridotto apporto calorico. Niente di meglio durante i mesi più caldi, quando si ricercano piacevoli momenti di freschezza e la possibilità di reintegrare liquidi che, con le temperature torride dell’estate, inevitabilmente vengono espulsi”. Nel presentare ed elogiare ai lettori di tutta Italia il prodotto siracusano si elencano anche le prelibatezze che incanto i palati ed a cui noi siamo in realtà abituati: “macedonie, gelati, sorbetti, granite, marmellate e dolci tra i quali si distingue il Gelo di Melone, una ricetta tipica siciliana che prevede la cottura dell’anguria ridotta in polpa assieme a zucchero ed amido di mais sino all’ebollizione, l’aggiunta di cioccolato nero triturato, l’inserimento in stampini con la guarnizione di granella di pistacchio e il congelamento del composto che si trasforma in una sorta di ottimo semifreddo”. E si, alla fine c’è anche spazio per parlare di Siracusa. “Dichiarata Patrimonio dell’Umanità assieme alla necropoli di Pantalica, Siracusa è un concentrato di storia che offre l’opportunità di scoprire 3.000 anni di epopea del nostro Paese rimanendo nella stessa città. Per visitarla tutta occorrerebbero diversi giorni, ma anche chi non può fermarsi a lungo ha l’opportunità di scoprire agevolmente almeno i siti più significativi. Come Ortigia ad esempio. La piccola isola collegata alla terraferma da soli tre ponti, custodisce il nucleo più antico della città. Una visita a Siracusa non sarebbe tale senza essersi soffermati almeno un istante al Tempio di Apollo, così come presso Piazza Archimede dove spicca la Fontana Diana. Visitando il Duomo si possono scorgere le belle colonne dell’antico Tempio di Minerva, inglobate al suo interno, mentre raggiungendo la piazza ad esso intitolata ci si trova al cospetto di un vero capolavoro di architettura ed urbanistica. Sono in molti a sostenere, infatti, che questa sia una delle piazze più belle del Paese. Qui, oltre al Duomo, campeggiano il Palazzo Vermexio, sede del Comune, l’Arcivescovado, Palazzo Borgia del Casale, la chiesa di S. Lucia alla Badia, che custodisce il capolavoro del Caravaggio Il Seppellimento di Santa Lucia. Da non perdere, prima di abbandonare Ortigia, la Fonte Aretusa, Villetta Aretusa, la Marina e, naturalmente, il Castello Maniace. Splendido e ricco di storia, il Parco Archeologico della Neapolis non può mancare in nessun itinerario alla scoperta di Siracusa. Al suo interno sono, infatti, custodite meraviglie come l’Anfiteatro Romano, l’Ara di Ierone, il Teatro Greco, ancora oggi in funzione, la Latomia del Paradiso, la Grotta dei Cordari e l’Orecchio di Dionisio. Non lontano, il Museo Archeologico Paolo Orsi è uno dei più importanti d’Europa, mentre il Santuario della Madonna delle Lacrime colpisce con la sua sagoma particolare alta ben 74 metri. Per gli appassionati merita, infine, una visita il Museo del Papiro. Ma Siracusa è anche mare e splendide acque come quelle della Sicilia meritano di essere apprezzate in ogni singola sfumatura, da quelle che donano gli scogli della Riviera di Dionisio il Grande o della costa di Ortigia, a quelle conferite dalle sabbie chiare e fine di Fontane Bianche”.
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