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Siracusa. Teoria gender a scuola? Le famiglie rispondono con il progetto “Immischiati”

arcigay a scuola

Arriva la risposta all’adesione del Comune di Siracusa al network Educare alle Differenze che ha spaccato l’opinione pubblica con lo spauracchio della teoria gender a scuola. Verrà presentato nei prossimi giorni il “Progetto Immischiati, famiglie protagoniste nelle scuole”. Sarà ribadito “l’indispensabile coinvolgimento della famiglia e le forti responsabilità dei genitori nelle scelte educative dei propri figli, a partire dalla scuola”.
E questo perchè, come spiega il consigliere Salvo Sorbello, “nessun progetto, seppur con il patrocinio del Comune o di altri Enti, può infatti essere imposto dall’alto, senza la necessaria condivisione con le famiglie e richiedendone sempre, in ogni scuola di ogni ordine e grado, il consenso informato e la preventiva autorizzazione”.
Anche la consigliera Cetty Vinci appoggia l’iniziativa insieme alla coordinatrice cittadina di Progetto Siracusa, Carmen Perricone. “Né il Comune, né il dirigente scolastico possono sostituirsi ai genitori o mortificarne il ruolo primario nell’educazione dei propri figli, tra l’altro costituzionalmente garantito sotto forma di diritto-dovere. Non si spiegherebbe diversamente, infatti, come mai i decreti delegati abbiano previsto un genitore a capo del Consiglio di Istituto e non il dirigente. Ribadire questi concetti ha tanto più valore in una città come la nostra, in cui da settimane è scoppiato il caso gender a scuola, con una petizione al sindaco che attualmente sfiora le 2.300 firme”.
Ad illustrare il progetto saranno la professoressa Pinella Crimì, responsabile regionale di Immischiati, il Forum delle Famiglie di Siracusa presieduto dal Marco Fatuzzo, e tante associazioni di genitori ed esponenti delle realtà politiche e sociali.

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